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ABOLIZIONE IMU/ Le tre strade di Letta per cancellare la tassa sulla prima casa

Pubblicazione:lunedì 29 aprile 2013

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Difficile prevederlo. Quel che è certo è che i cittadini, con il risultato delle elezioni, hanno lasciato intendere che, questa volta, non accetteranno che i tagli ai costi della politica vengano ulteriormente procrastinati.

 

La pressione dei mercati internazionali e i vincoli di bilancio in che modo condizionano le misure sull’Imu?

Benché non abbiamo più il fiato sul collo della finanza internazionale, come nel 2011, siamo pur sempre un “osservato speciale”. Il nostro rapporto debito/Pil, infatti, sfiora ormai il 130%. I nostri margini d’azione sono, quindi, estremamente limitati e concordati a livello europeo. Se il pareggio di bilancio, in questa fase, è utopico, dovremmo comunque restare all’interno dei parametri di Maastricht e non sforare del tetto del 3% del rapporto deficit/Pil.

 

Crede che l’abolizione dell’Imu sia la priorità?

Non credo. Certo, ridare ossigeno alle famiglie è sempre positivo. Tuttavia, è decisamente più urgente ridurre la tassazione sulle imprese. Vanno ridotti l’Irap e il cuneo fiscale. Così facendo, si determinerebbe un incremento di produttività e occupazione e, di conseguenza, aumenterebbero pure i redditi delle famiglie.

 

(Paolo Nessi)



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COMMENTI
30/04/2013 - lasciare tutta 'imu della seconda casa ai comuni (antonio petrina)

LA soluzione ,già contemplata nel federalismo fiscale (L.42/2010), è di attribuire l'intero gettito della seconda casa ai comuni che possono modularla in relazione alle esigenze di bilancio ed ai tagli dei trasferimenti erariali,dal momento che " con l'Imu i cittadini sono opiù tassati ed i comuni sono più poveri"(Del Rio ,IL Sole 24 ore 13/02/2012) .