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FINANZA/ 1. La bolla "spazzatura" che fa la gioia dei banchieri

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A spiegare meglio la follia che sottende questa operazione ci ha pensato Christine Johnson, manager presso il fondo obbligazionario corporate Old Mutual: «In parole povere, investire in questo bond è come partecipare a una lotteria al contrario, con qualcuno che ti dà una sterlina ogni settimana e di colpo salta fuori, chiedendo indietro milioni». E chi è cascato nel trappolone? Essenzialmente banche private asiatiche, ingolosite dalla prospettiva di avere in portafoglio un bond a dieci anni di una banca britannica che paga il 7,625% di coupon! Un manager di portafoglio obbligazionario ha spiegato così al Telegraph quanto sta accadendo: «Gli asiatici comprano qualsiasi cosa abbia un rendimento dell’8% perché pensano che porti fortuna. Bisogna capire che laggiù si va oltre la mentalità dell’azzardo, si tratta di una questione di diversità mentale totale».

Per ora, però, nessun governo o autorità di vigilanza sembra preoccuparsi. D’altronde, il denaro imprudente dei ricchi investitori asiatici sta facendo ciò che altrimenti dovrebbero fare gli Stati, ovvero aiutare le banche a colmare le necessità di capitale. Il problema è che qui non stiamo parlando solo di speculatori, ma anche di investitori istituzionali come fondi pensione e grosse assicurazioni, le quali hanno liabilities fisse che necessitano di certi risultati di investimento per essere pareggiate. Fino a poco tempo fa, per generare un profitto simile bastava un emittente con rating BBB, ora bisogna sporcarsi le mani con soggetti BB o con rating anche più basso. E questa guerra senza quartier, sta facendo la fortuna degli esperti nel settore.

La scorsa settimana, Rbs - banca inglese nazionalizzata - ha soffiato a Ubs il suo ex responsabile Usa per il debito ad alto rendimento: come molti altri istituti, anche Rbs sta facendo milioni e milioni vendendo bonds ad alto rischio agli investitori, peccato lo faccia con i soldi del governo britannico che l’ha salvata dal fallimento. E come sia finita l’ultima volta che Rbs si è infilata in questo gioco lo sappiamo tutti. Non è un caso che un istituto serio e storico come Coutts, la banca privata usata dalla Regina Elisabetta, abbia inviato una comunicazione ai suoi investitori riguardo il potenziale collasso dei mercati ad alto rendimento. Il comitato per le strategie di investimento della banca, infatti, teme che alcuni dei suoi facoltosi clienti asiatici abbiano preso a prestito denaro per aumentare le proprie posizioni e quindi i profitti da investimenti ad alto rendimento. Molto perplesso anche Brian Reynolds, capo analista alla Rosenblatt Securities, a detta del quale «questo è un boom del credito e i boom del credito finiscono sempre male. Siamo a pochi giorni dal primo aprile e mi pare che per molti investitori gli ultimi quattro anni siano stati solo un grande pesce d’aprile».


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COMMENTI
04/04/2013 - Disperazione (Renato Mazzieri)

Quando il giocatore sa di aver guadagnato molto ma di non poter riscuotere, diventa folle e cerca di guadagnare ancora di più, perché sa ma non vuole accettare che sia finita. Sarà una nuova Toba, voluta da noi.