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FINANZA/ 1. La bolla "spazzatura" che fa la gioia dei banchieri

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E nonostante la Banca per i regolamenti internazionali abbia messo tutti in guardia, facendo notare come i prezzi per il reddito fisso abbiano raggiunto livelli inusualmente alti che non riflettono l’indebolimento dell’economia globale, Goldman Sachs sta lanciando proprio in questi giorni un’unità ad hoc per questo comparto. E con una domanda sempre crescente, le aziende stanno scapicollandosi per emettere sempre nuova carta da parati, portando a un aumento dei volumi che lo scorso mese di marzo - stando a dati della Lcd - ha visto il mercato primario Usa ad alto rendimento schizzare a 34,9 miliardi di dollari, livello più alto dell’anno e l’output più consistente da ottobre. E al netto di quanto farà la Fed rispetto alla propria politica fiscale, gli esperti sono certi che l’ingegneria finanziaria continuerà a produrre sempre nuovi strumenti di investimento sul fisso ad high-yield. E Coutts punta il dito proprio contro i CoCo che tanto eccitano Barclays, bonds che permettono sì alle banche di rastrellare capitale senza diluire gli azionisti esistenti, convertendo in azioni se il prezzo sale troppo velocemente ma che - come già detto - se il livello di capitale scende sotto un certo limite, boom! E con le banche ancora così sottocapitalizzate, i rischi sono davvero alti.

Bill Blain, broker per il reddito fisso alla Mint Partner, spiega: «Sospettavamo da molto che il recente volume raggiunto dai CoCo sia stato targetizzato su investitori di tipo retail, sedotti da alti rendimenti. Chissà perché, infatti, banche, detentori di debito senior e investitori core equity amano tanto i CoCo ma non li comprano». E le emissioni e vendite di questi prodotti sono talmente frequenti e sempre più continue da spiazzare gli stessi analisti delle società di rating, i quali non riescono ad analizzarle tutte: «Sembra di essere tornati al 2007», ha confidato a Bloomberg un operatore della City.

Eh già, grande anno: peccato cosa sia successo da quello successivo in poi. Anche perché gli investimenti ad alto rendimento sono mossi più da dinamiche di mercato che da rischio del credito: c’è enorme appetito e quindi molte banche prezzano facilmente emissioni con rating Caa sopra il 9%. Normalmente lo spread tra senior assicurato e non è di 300 punti base, ormai siamo arrivati a 200. Ma non pensiate che questa enorme roulette russa finanziaria sia limitata alle grandi banche d’affari o a facoltosi investitori asiatici. No, cari lettori, in Spagna ci hanno lasciato la ghirba anche alcuni malati di Alzheimer e addirittura un cliente che ha sottoscritto il contratto firmando con l’impronta di un dito passato nell’inchiostro.

No, non sono pazzo, è la sacrosanta verità che ci arriva dalla Spagna, dove le ristrutturazioni e fusioni bancarie gestite dal Frob (il Fondo ad hoc del governo) si sono tramutate in un incubo per migliaia di incauti investitori retail, i quali si sono fatti ingolosire da profitti stellari e si ritrovano con perdite che vanno dal 96% per gli azionisti al 36% per i detentori di debito subordinato al 61% per chi detiene azioni privilegiate. Eh sì, è stato questo il costo delle fusioni tra le varie casse di risparmio che hanno dato vita a nuovi soggetti bancari, i quali la scorsa settimana hanno presentato bilanci trimestrali con perdite miliardarie. Solo per Bankia, si tratta del denaro di 350mila piccoli investitori fregati dall’aumento da 3,1 miliardi del 2011 e che hanno perso tutto: la Procura di Madrid, infatti, ha aperto un’indagine. Ognuna di quelle persone aveva investito una media di 6mila euro, comprando titoli Bankia a 3,75 euro per azione: peccato che dopo un anno, Bankia abbia avuto bisogno di un salvataggio da 19 miliardi di euro e dopo 18 mesi presentasse un valore negativo superiore ai 4 miliardi. Oggi, quelle azioni vengono trattate a 15 centesimi, una perdita di valore del 96%! È andata meglio ai detentori di debito subordinato, colpiti da un haircut solo del 36%, mentre chi ha comprato azioni privilegiate di Catalunya Bank si ritrova con il 61% di capitale andato in fumo.

La giostra di banchieri senza scrupoli e avidi allocchi, prosegue. Avanti così, che andiamo bene.

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COMMENTI
04/04/2013 - Disperazione (Renato Mazzieri)

Quando il giocatore sa di aver guadagnato molto ma di non poter riscuotere, diventa folle e cerca di guadagnare ancora di più, perché sa ma non vuole accettare che sia finita. Sarà una nuova Toba, voluta da noi.