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TASSE/ Arrigo: i veri numeri da record sulla pressione fiscale

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Il miglioramento evidentemente c'è, però non scordiamoci che proveniamo dalle tre manovre del 2011 di Tremonti e Monti che sul 2013 avrebbero dovuto pesare per un 3,2% del Pil. E’ quindi altrettanto chiaro che questa ottimistica previsione si è trasformata in un miglioramento di appena uno 0,8%, con la conseguenza che c’è un 2,4% di manovra che è rimasto sulla strada della recessione.

 

Quanto crede potrà incidere invece il decreto legge per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese sul deficit/Pil previsto dal governo per il 2013?

In realtà, all'interno di quella previsione è già presente uno 0,5% relativo agli effetti del pagamento delle spese arretrate, pari a 8 dei 40 miliardi di euro totali che verranno distribuiti alle imprese. Gli altri, infatti, non andranno ad aumentare il deficit, che dovrebbe quindi mantenersi al 2,9%.

 

L’Italia non rischia dunque di  oltrepassare la soglia del 3% prevista dagli accordi di Maastricht?

Il rischio ovviamente esiste, ma occorre prima capire quale sarà l'andamento della recessione. Se questa proseguirà con valori superiori a quelli che il governo prevede, allora le entrate saranno minori e quel 2,9%, a fronte di previsioni macroeconomiche errate, potrebbe anche portarsi al di sopra del 3%. L’Unione europea, quindi, potrebbe decidere di non farci uscire dalla procedura di disavanzo eccessivo.

 

Con quali conseguenze?

In realtà, non ci permetterebbe qualche margine di flessibilità nella gestione dei conti che invece sarebbe altrimenti possibile, ma bisogna sottolineare che l’Ue si dimostra in realtà molto più severa con il nostro Paese, visto che ce ne sono molti altri che non stanno assolutamente rispettando la soglia del 3% e a cui viene ancora lasciato un certo margine di manovra. Probabilmente l'accordo di promettere il pareggio di bilancio non doveva essere fatto, è stata una scelta avventata del governo Berlusconi fatta nell’estate del 2011 quando però in pochi si aspettavano che la crisi economica sarebbe stata così intensa.

 

(Claudio Perlini)

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