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FINANZA/ 1. L’euro "distrugge" l’Italia, ecco le prove

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Ma proseguiamo con le tesi dell'articolo in questione: “In primo luogo, va ricordato che il progresso verso una piena unità politica in Europa è passato per un’unione economica e monetaria, proprio perché esistevano troppi squilibri e troppe differenze. Si è disegnato quindi una specie di imbuto che obbligava tutti ad azioni volte a raggiungere un assetto economico sufficientemente stabile e bilanciato da poter effettivamente consentire il passo successivo”. Abbiamo già sottolineato che “l'assetto economico sufficientemente stabile e bilanciato” non l'abbiamo avuto e ce lo possiamo scordare. Ma qui c'è un'altra grave omissione.

Quando si afferma che “si è disegnato una specie di imbuto”, anzitutto si afferma che fin dall'inizio c'è stato un piano ben preciso in tal senso: e di questa conferma ringraziamo sentitamente il professor Solari. E lo ringraziamo anche dell'immagine dell'imbuto, che ci sembra quanto mai pertinente: tale immagine presuppone un restringimento che impedisce di passare tutti insieme, quindi qualcuno sarà costretto a rimanere indietro. E ci possiamo meravigliare se a rimanere indietro saranno (e sono stati) i più deboli, i più fragili o i più indifesi tra i paesi dell'area euro? Gli architetti dell'euro hanno costruito un traguardo e una gara uguale per tutti i paesi, ma per una gara nella quale ciascun Paese aveva condizioni di partenza diverse.

Ma non basta. “Quando questo è successo, la stampa, i politici, l’opinione pubblica italiana (e non solo in Italia) plaudivano gaudenti. Avevamo allora come oggi con il Fiscal Compact preso degli impegni e uscivamo (grazie all’Europa e grandemente grazie alla Germania) da una storia di inflazione e instabilità economica che oggi si fa in fretta a dimenticare”. Anche qui c'è un'omissione grave, cioè la prima fonte di tutti i nostri guai: il divorzio della Banca d'Italia con il Ministero del Tesoro, con la conseguenza che il prezzo dei nostri Titoli di Stato veniva stabilito dal mercato, cioè dai pochi operatori autorizzati. Da allora, si era nel 1981, l'Italia ha effettivamente perso il controllo sulla crescita del debito.

Il motivo? Semplice, la mancanza di inflazione. Per decenni ci hanno inculcato l'idea che l'inflazione sia il male assoluto, tanto che la Bce è nata solo con questo obiettivo dichiarato (tenere sotto controllo l'inflazione) e solo tentare di parlare degli effetti benefici dell'inflazione è un'impresa eroica, quando non impossibile. Ma i numeri sono testardi e sono lì a dimostrare il contrario: da quando abbiamo perso la possibilità di inflazionare il debito, questo è esploso. Si tratta di una questione matematica, non ci sono in gioco questioni di efficienza o di qualità produttiva. E infatti l'esplosione del debito ha riguardato tutti i paesi europei, Germania inclusa.

“Ma serviva un nemico e lo dobbiamo trovare non nella nostra incapacità di fare quello che promettiamo, ma nella cattiveria degli altri, in particolare della Germania. Abbiamo avuto più di vent’anni e Governi di ogni colore, ma non lo abbiamo fatto e ora è colpa dell’euro?”. Ovviamente sì, dato che ai popoli non hanno chiesto un bel niente. Anzi, visto che i referendum sulla Costituzione europea iniziavano a essere bocciati, allora hanno smesso di farli e hanno proceduto ad approvazioni tramite leggi parlamentari. E per evitare ogni dibattito, anche sui media, lo hanno fatto tramite voti di fiducia e lo hanno fatto in periodi estivi (il Trattato di Lisbona è stato approvato il 31 luglio 2008 e promulgato il 2 agosto dello stesso anno).



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COMMENTI
07/04/2013 - Euro assassino (Diego Perna)

Lo so, ho messo un titolo forse troppo emotivo al mio commento, ma io credo che nelle mani di chi ha interessi totalmente diversi dai comuni mortali, uccide realmente le persone, cosí come leggiamo ormai ogni giorno. el 2012 un milione hanno perso il lavoro, il 14 % in piú del 2011, non mi pare si possa dire che ne sia valsa la pena dare 1000 mld a banche che non hanno riversato nemmeno un cent all' economia reale. negli ospedali si chiudono reparti , si riduce il personale , e i medici sono stressati a tal punto che si muore a 53 anni per una perforazione di cistifellea ritenuta calcolo renale , e questo é ció che veniamo a sapere. Insomma, sin quando continueremo a non avere la sovranitá delle nostre decisioni oltre che della moneta, sono d' acordo che non potremo mai ripagare i ns debiti né potremo ridare lavoro a chi lo ha perso e nemmeno ai ns giovani. Se questi sono i risultati di troike e bce , forse dovremmo cominciare a contemplare l' ipotesi di una denuncia per omesso soccorso alla popolazione che non riesce piú a mantenere un livello di vita dignitoso. Dobbiamo difenderci in qualche modo, non possiamo vedere distruggere sotto i ns occhi ció che abbiamo costruito con intelligenza e fatica continuando il laoo dei ns padrri, potremmo essere accusati di esserne complici. Buona Domenica buona fortuna