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FINANZA E POLITICA/ Pelanda: senza il "governissimo" l'Italia fallirà (presto)

Pubblicazione:lunedì 8 aprile 2013

Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani (Infophoto) Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani (Infophoto)

I punti programmatici offerti dai partiti sono ancora lontani da questa verità perché la politica, tutta, teme la reazione di chi vive di spesa pubblica. Ma se non vi sarà la nuova soluzione la reazione della gente che vive di mercato, impoverita, potrebbe essere perfino più disperata e violenta. Ecco perché il nuovo governo dovrebbe essere di convergenza tra destra e sinistra: per cambiare modello bilanciando gli interessi economici, responsabilmente.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
11/04/2013 - Ancora la favoletta degli Eurobond (Moeller Martin)

Non si può attribuire alla politica la responsabilità di ciò che che gli stessi italiani non vogliono. Sull'onda di chi si ostina a riproporci la favoletta dell'Europa malvagia perchè non è disposta ad accollarsi i debiti dei paesi bancarottieri, la percezione della crisi da parte di noi italiani è a dir poco singolare. Si spazia da illusioni come una prossima revisione dei trattati europei perchè noi 'picchiamo i pugni sul tavolo' se non addirittura 'ricattiamo' i partner, fino all'idiozia pura quando crediamo che basti reintrodurre la Lira per rendere competitive le nostre aziende o che per liberarci dei nostri debiti ci basta ripeter 3 volte 'non li pago, non li pago, non li pago'. Dovremmo invece ricordare che le regole della convivenza dell UE sono fissate dal trattatto di Lisbona firmato nel 2009 in sostituzione della costituzione europea. Questo trattato esige da ogni paese responsabilità soggettiva assegnado ai singoli governi il pieno ed esclusivo potere anche in tema di sviluppo economico e fiscale con l'obbligo di contribuire attivamente alla prosperità dell'area Europea. E per essere più chiari, l'articolo 125 (vado a memoria) esclude in modo esplicito la condivisione dei debiti e il 123 fissa i limiti di deficit e debito. Quando gli italiani si renderanno conto di come stanno davvero le cose saranno anche disposti a fare le riforme necessarie. Certo ci mangeremo le dita per avere lasciato degenerare il nostro paese inseguendo per anni chimere e favolette.