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Economia e Finanza

BORSA & SPREAD/ Monti e Letta, due falsi "miracoli" sulle spalle di Draghi

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La situazione quindi, distrazioni elleniche a parte, era pari a quella lasciata da Berlusconi e i carpiati del mercato fondati solo sull’irrazionalità. Per la precisione qualche differenza negativa c’era, soprattutto in termini di tagli alle stime sulla crescita del Pil. Monti aveva infatti aumentato le tasse andando a cercare una riduzione della base imponibile e finendo con l’incassare di meno. Monti aveva programmato i bilanci dei periodi a venire sulla base di attese ben precise sull’andamento dell’economia italiana, quelle stime furono tagliate più volte e quindi risultò ridotto anche il gettito atteso. Monti non aveva cambiato nulla nella struttura dei conti del Paese e tantomeno nelle prospettive per il futuro. Si pensava fosse arrivato un messia, ma ci siamo resi conto che invece aspettavamo ancora Godot.

I mercati finanziari sembrano strutturalmente segnati da amplificazioni emotive tra momenti di euforia e di disperazione con contestuale distaccamento dalla realtà delle basi. O forse la patologia è di chi vuole dare a tutti costi una spiegazione a quelle che sono le normali oscillazioni dei grafici, più o meno ampie secondo i momenti di maggiore o minore nervosismo. Ieri mattina si facevano notare, per numero e magnitudo, coloro che compravano azionario e coloro che giuravano di aver visto Enrico Letta camminare sull’acqua. Voglio sperare che titolisti e partecipanti ai forum di finanza non ci credano veramente. Non posso credere che si rifaccia lo stesso errore in cui caddero con Monti.

Le borse sono in una fase di salita che usa come propellente la liquidità delle banche centrali. La borsa italiana ha guadagnato più punti delle altre perché alcuni razionalmente hanno comprato l’idea che con un governo si esca dallo stallo e si possa cercare di limitare i danni, mentre altri, euforicamente, giurano che ora ci incamminiamo verso la soluzione al seguito di Letta. Altri ancora, increduli, saranno saltati sul carro e avranno comprato indistintamente azioni e obbligazioni ricordando che “trend is your friend”. Gli ultimi invece son quelli che non credono che questa salita abbia un fondamento e che sono rimasti con liquidità. Sinora hanno perso, perché il mercato ha sempre ragione e chi ha comprato sinora ha guadagnato. Hanno perso però senza rimpianti: mettere capitali su una scia, senza basi, porta prima o poi ad affondare.