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IMU E CIG/ Forte: i soldi ci sono, ma il Pd si "vergogna" a usarli

Pubblicazione:sabato 11 maggio 2013

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Erano due i nodi fondamentali che il Cdm di giovedì sera avrebbe dovuto affrontare: la sospensione del pagamento dell’Imu sulla prima casa e il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga. Il governo ha deciso di non decidere. Ufficialmente, c’è la volontà condivisa di procedere. Ma i decreti relativi sono stati rinviati a data da destinarsi. Pare che saranno emanati nel corso del prossimo Cdm. Perché, tuttavia, non sono già stati licenziati in questo? Lo abbiamo chiesto a Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze.

 

Come giudica l’esito del Cdm?

La Cigs, in larga misura, interessa alla Cgil e al Pd; l’Imu, invece, al Pdl. Evidentemente, all’interno del governo, ma anche del Pd, non è stato trovato l’accordo.

 

Pare che abbiano difficoltà a trovare le risorse necessarie. Non sarebbe sufficiente un anticipo di cassa non contabilizzabile in deficit?

 Il rinvio dell’Imu già di per sé è un anticipo di cassa. Se il gettito inizialmente previsto non entra, infatti, occorre finanziare la mancata entrata in altro modo. Lo stesso principio potrebbe valere non solo sull’anticipo, ma sull’intero importo della tassa. Ora, posto che gli effetti giuridici sarebbero i medesimi, non possiamo pensare di agire senza disporre di una copertura adeguata. Equivarrebbe a barare.

 

Pare che di coperture (4 miliardi per l’Imu, 1,5 per la Cigs) per il momento, non ce ne siano.

 Non  è vero, la copertura ci sarebbe, eccome. Sono stati messi a punto, anche dal sottoscritto, svariati piani di vendita dei beni dello Stato, comprensivi non solo degli immobili pubblici, ma anche delle partecipazioni in aziende. Sarebbe sufficiente che uno di questi venisse realizzato, o che si tagliassero le sovvenzioni, per esempio, alle ferrovie per trovare i soldi necessari. D’altro canto, non è assolutamente credibile che non si riesca a trovare una copertura di 4-5 miliardi, essendo la cifra equivalente a solo lo 0,23% del nostro Pil. Tanto più se si considera che la nostra spesa pubblica ammonta a 800 miliardi di euro.

 

Perché, allora, non si procede in tal senso?

E’ la sinistra che ostacola l’operazione. Sarebbe costretta, in caso contrario, a riconoscere la legittimità delle tesi di Berlusconi, nel cui programma sono presenti misure analoghe.

 

Il premier Letta ha chiesto all’Europa di non contemplare le spese per gli investimenti e per le emergenze sociali nel computo del deficit. Potrebbe essere il modo per trovare le risorse necessarie?


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COMMENTI
11/05/2013 - prendere tempo (luisella martin)

Secondo me,sanno benissimo cosa fare, naturalmente con qualche piccola differenza di vedute; dopo aver discusso, dovrebbe emergere la decisione migliore! Così agiscono tutti i gruppi di ricerca, dove c'é un responsabile e molti collaboratori. Ma c'é una cosa che il governo Letta ed i precedenti governi e tutti i gruppi di ricerca non sanno; non sanno se la decisione che prenderanno é quella giusta o sbagliata. Perché, a furia di criticare gli altri e di cercare gli errori negli altri, si ha una paura tremenda a non commetterne di propri. Ecco, questo sentimento ovvero la paura di sbagliare é da sempre estraneo agli scienziati che invece hanno saputo trarre proprio dagli errori le strategie per immettersi sulla strada giusta.L'idea giusta é quella che ci vede uomini fragili che possono sbagliare,anche senza volere farlo. Un'idea di sé che non si acquisisce in tre giorni e che non hanno tutti i cristiani, come si evince ascoltando l'onorevole Bindi! Mentre il malato soffre i medici discutono sulla migliore cura, fino a che il paziente muore;potranno dire così che é morto senza che ci fosse il tempo di curarlo e senza che nessuno di loro sia responsabile della morte del poveretto. Del resto un convento per pregare per il morto si trova sempre!

 
11/05/2013 - commento (francesco taddei)

spero che nel piano presentato dal Prof. Forte non si contemplino le aziende strategiche, che se privatizzate verrebbero portate via dall'italia Il duetto alfaromeo prodotto dalla mazda in giappone, figurarsi finmeccanica). pensiamo invece a tutte le municipalizzate, quelle sì da alienare e visto gli utennti locali non sarebbero smantellate. l'astio e il rancore della società italiana (di cui il livello politico è conseguenza del livello popolare) mi fanno essere pessimista sulla tenuta degli italiani come popolo. basta vedere la totale indifferenza verso le ondate migratorie degli italiani verso l'estero che vengono sistematicamente ignorate, sia nelle conseguenze sociali che nell'analisi delle cause.