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Economia e Finanza

BANCHE E RISPARMI/ Giannino: la gente preferisce lasciare i soldi "sotto il materasso"

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Soprattutto in questi anni, come emerge dalle indagini demoscopiche che sondano la fiducia delle famiglie italiane, nei confronti tanto delle istituzioni pubbliche quanto del mercato privato, come pure di imprese e banche, la fiducia nei confronti del sistema bancario è sceso ai minimi storici. Si tratta di un trend iniziato prima della crisi per effetto di grandi scandali come Parmalat e Cirio, ma che di fronte alla restrizione di credito praticata dal sistema bancario italiano nei confronti delle imprese e delle famiglie, si è ulteriormente rafforzato portando la fiducia ai minimi storici.

 

Lei ritiene che le banche possano fare di più?

Su questo aspetto l’industria bancaria italiana nel suo complesso, senza dare giudizi su questo o quel singolo istituto, non ha fatto abbastanza. Eppure ogni volta che è diffuso un dato sulla restrizione del credito, il sistema non fa altro che ripetere che si tratta di numeri esagerati.

 

I costi legati ai conti correnti in Italia sono più elevati rispetto agli altri Paesi Ue?

Questa settimana l’Ue ha pubblicato il raffronto comparato sul costo medio di un importo bancario di piccolo taglio in Italia e in tutti gli altri Paesi dell’area euro, dimostrando come ci siano centinaia di euro di differenza sui costi di tenuta e sulle operazioni. Tutte le volte però l’Abi contesta la metodologia affermando che non è vero. A furia di adottare un atteggiamento così auto-difensivo e basato sulla negazione, non si fa altro che alimentare la sfiducia. E così 15 milioni di italiani decidono che possono fare a meno del conto bancario, o che non hanno i soldi per aprirlo.

 

Ma è tutta colpa delle banche?

No, ma la mancanza di coraggio del sistema bancario nell’affrontare la sua crisi ha fatto sì che non si è mai voluto ammettere che esiste una restrizione di credito perché gli istituti di credito italiani sono a corto di capitale e possiedono quantità eccessive di titoli di Stato.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
12/05/2013 - Banche ignoranti (Diego Perna)

Mi ha telefonato la nuova responsabile della filiale dove ho un conto da trent' anni e dove ho contratto mutui finanziamenti e avuto un fido come impresa senza mai aver avuto nessun tipo di problema, si potrebbe dire che sono stato un cliente modello ,con un ottimo rating sotto tutti gli aspetti. Ho avuto un tasso negativo sempre basso, intorno al 3% , che ha sorpreso anche me quando la responsabile di banca me lo ha ripetuto, dicendomi contemporaneamente che peró, visto il mio rating in calo, perché legato al fatturato e non al mio comportamento trentennale, deve aumentare il tasso all' 11,50. Aggiungo che il mio fido é stato ridotto nell' arco dell'ultimo anno del75% arrivando ad essere una cifra che definirei ridicola, garantita con beni immobili e la firma di mia moglie dipendente statale. Che dire, e vi giuro che è vero quanto é accaduto, siamo alle comiche, oppure é venuto a mancare in questa crisi, il bene piú prezioso, cioé il buon senso . Ovvio che chiuderó il conto e cercheró altrove. buona giornata e buona fortuna