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FINANZA/ Così l’oro sta "uccidendo" le banche

Pubblicazione:martedì 14 maggio 2013

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Cosa significa? Che la gente non si fida più delle banche e ritira l’oro fisico. E fa bene. Una delle più grandi banche europee, l’olandese Abn Amro, infatti, ha fatto default sui suoi contratti sull’oro e ha informato i clienti che al posto di lingotti riceveranno contanti pari al valore dei futures sottoscritti. Ma c’è anche di peggio. La London Bullion Market Association (Lbma) è l’organizzazione professionale che sta alla base del mercato a pronti dell’oro e dell’argento di Londra, il cuore della compravendita mondiale di metalli preziosi. La Lbma stabilisce e supervisiona gli standard più alti nella raffinazione, documentazione, trasporto e custodia di ciascun lingotto d’oro e d’argento che circola nel mercato ufficiale al prezzo spot dell’oro: insomma, un’istituzione. Bene, questa istituzione starebbe per fare default sui suoi contratti di consegna di oro fisico. Non lo dico io ma il trader londinese, Andrew Maguire, l’uomo che svelò la frode nel mercato dell’argento, a detta del quale la Lbma comincia ad avere problemi con i propri contratti in oro fisico e alle istituzioni che chiedevano contratti futures veniva detto chiaramente che avrebbero ricevuto il corrispettivo in contanti.

Il problema con l’oro, poi, è capire dove si trovi fisicamente, vista la natura stessa del leasing sul metallo fisico: viene acquistato e quindi va da qualche parte, ma i caveau sempre più vuoti di sempre più istituzioni ufficiali ci fanno capire che, forse, è scomparso. O forse no. Il problema è che mai come oggi c’è una domanda forsennata a livello globale di oro fisico, quindi i nodi stanno per venire al pettine. Ormai i tempi di attesa per le bars 995 kilo è di tre settimane, in alcuni casi sforando già al mese di giugno avanzato: una larga parte di quelle bars, soprattutto quelle che escono dalle raffinerie degli Emirati Arabi Uniti, va sul mercato indiano (che ieri ha confermato un peggioramento del deficit commerciale dovuto proprio a un aumento di acquisto di oro fisico del 138%) e un’altra parte sostanziale su quello turco, dove si pagano premi rispetto al prezzo spot dai 20 ai 35 dollari.

Ora si aprono due scenari. Se i pianificatori centrali vogliono mantenere i prezzi dei metalli preziosi a questo livello così basso, per andare incontro alla crescente domanda di metallo fisico dovranno svuotare ancora di più i caveau delle banche centrali o prenderlo a prestito dagli Etf, come qualcuno avanza che stia già accadendo. Se invece non interverranno, lasceranno che oro e argento si riapprezzino placando un po’ la domanda o, quantomeno, facendo ritrovare un minimo di bilanciamento - ancorché artificiale - tra domanda e fornitura. Penso che si opterà per la seconda ipotesi, almeno per evitare altri casi Abn Amro.


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