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SPILLO/ Se Giavazzi corre in soccorso del quasi-socio Bonomi

Francesco Giavazzi (Infophoto) Francesco Giavazzi (Infophoto)

Quindi: la colpa del credit crunch in Lombardia è della Bpm che dovrebbe ricapitalizzarsi e non può farlo perché i soci non votano il piano Spa di Bonomi. Giusto? Non proprio: l’Economist (che normalmente Giavazzi scopiazza a man bassa) proprio questa settimana scrive che “Wall street is back”, mentre le banche europee sono “in declino” anche perché i loro “reguator” (governi e authority) insistono troppo, da anni, perché rafforzino drasticamente i loro patrimoni. Che Giavazzi alla fine mastichi poco anche l’inglese?

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COMMENTI
14/05/2013 - need of cash (Alessandro d'Alessandro)

In effetti anch'io stamane ho strabuzzato gli occhi alla lettura dell'articoletto, peraltro in prima pagina sul Corriere... complimenti per la tempestività! Dunque, riassumendo: 1) RCS è sull'orlo del collasso; 2) ci sono resistenze a partecipare ad un aumento di capitale; 3) Bonomi (al contempo in cda RCS e in BPM) sarebbe disponibile a portare i soldi della BPM, ma in effetti non ha una lira neppure lì, tanto che gli servono 500 milioni per rimborsare i Tremonti bond; 4) ma che problema c'é? BPM fa un aumento addirittura superiore, e col resto aiuta RCS! 5) Il fatto è che non è nemmeno sicuro che i soci di BPM vogliano fare l'aumento da 500 milioni; 6) vabbè, per il momento solleviamo il problema, e dunque: articoletto. Tutto questo mi sa molto di mossa della disperazione: se si deve implorare (o ordinare, non si capisce) un intervento di Bankitalia per favorire una operazione che riguarda tutto sommato una banchetta, vuol dire che RCS è proprio alla frutta. Mi risulta infine che alcune operazioni BPM menzionate da Giavazzi e fatte oggetto di "report" vari siano state - come business - molto profittevoli per la Banca e non possano essere dunque considerate come la cause dei mali attuali dell'Istituto.