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FINANZA/ Sapelli: la Germania lascia Europa e Italia senza scampo

Pubblicazione:mercoledì 15 maggio 2013

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Ma di che asimmetria parlo? Parlo dell’asimmetria che si crea tra queste posizioni culturali, giuridico-economiche, politico-partitiche tedesche, e la necessità impellente che i paesi dell’Europa del Sud hanno di rinegoziare trattati, accordi, statuti bancari, regole generali per passare da una politica dell’austerità a una politica neokeynesiana che ponga le basi per un fuoriuscita dalla crisi. Nessuno ha meglio espresso questa necessità con realismo, buon senso ma anche accurata urgenza del governo Letta.

L’asse dunque attorno a cui oscilla l’asimmetria è il tempo, la dimensione temporale. Le società sudeuropee non possono reggere fino a settembre senza sostegni della domanda aggregata, siano essi realizzati tanto con gli stimoli fiscali quanto con modelli di trasferimento di denaro direttamente dalle famiglie alle imprese. L’ora delle decisioni tragiche, perché impellenti, è giunta. O i tedeschi diventano europei o l‘Europa si ammala definitivamente di una malattia inguaribile.



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