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FINANZA/ Fortis: ecco i numeri del "fallimento" della Germania

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

La miopia europea e la ricetta tedesca si confrontano con l’euforia che tocca il Giappone e in parte gli stessi Stati Uniti. L’America in particolare sta dimostrando che quando l’economia cresce è più facile aumentare le entrate e ridurre i deficit, come sta avvenendo in questa fase, mentre in Europa con l’economia che non cresce e con le entrate che diminuiscono, ridurre i deficit è un sinonimo di lacrime e sangue. Introdurre nuove tasse stronca ulteriormente l’economia, creando una spirale viziosa verso il basso.

 

I politici tedeschi continuano ad affermare che la loro economia è stata rilanciata proprio dal rigore sul bilancio…

 La Germania non sta realizzando una crescita così virtuosa. Ha registrato il +0,1% nel primo trimestre 2013, dopo avere subito una caduta dello 0,7% nel quarto trimestre 2012. A Berlino attribuiscono la debole crescita soprattutto a fattori climatici, come il cattivo tempo che ha rallentato l’economia, e al numero inferiore di giorni lavorativi, giustificando così anche la riduzione dell’1,4% del dato grezzo tedesco rispetto al primo trimestre del 2012. E’ come andare a cercare il pelo nell’uovo, soprattutto in quanto la Germania afferma di avere attuato le più grandi riforme economiche della storia, modificando il mercato del lavoro e rilanciando la competitività.

 

Queste politiche hanno dato i risultati sperati?

 No. L’export tedesco è fermo, in quanto quello verso l’Europa sta crollando e quello verso i paesi extra-Ue non basta comunque a fare crescere la bilancia commerciale netta di Berlino. La Germania realizza quel poco di crescita solo attraverso i consumi privati, facilitati dai bassi tassi di interesse che il Paese lucra, distinguendosi dagli altri Stati Ue. Non si può però andare avanti così a lungo, in quanto tutti i mercati limitrofi alla Germania sono crollati, e quindi non comprano più i prodotti tedeschi. L’export extra-Ue è in tendenziale crescita, ma da solo non può bastare a rilanciare il Pil della Germania. L’intera cura tedesca sta quindi servendo a portare il Paese alla crescita zero.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
16/05/2013 - che futuro ha uno sviluppo economico (Paolo Rosso)

forse gli economisti dovrebbero iniziare a considerare che la crescita ha un limite oltre il quale le economie mature difficilmente possono andare. Ci si dovrebbe quindi chiedere che valore e futuro abbia uno sviluppo economico ottenuto drogando il mercato con l'emissione a gogò di moneta e sostenuto da deficit commerciali (caso USA) enormi. Credo che la cosiddetta scienza economica dovrebbe fare sostanziali progressi e per prima cosa affrontare diversamente il problema di come assicurare il pieno impiego anche nel caso di economie stagnanti invece di proporre la solita ed unica ricetta della "crescita a tutti i costi". Finiremo a strafogarci di prodotti inutili pur di far lavorare tutti?

 
16/05/2013 - commento (francesco taddei)

non esiste nel mondo democratico un paese immune dagli alti e bassi del mercato. la germania seleziona e investe in base al merito e competenze e tenendo l'inflazione bassa ne guadagnano i cittadini. se andrà in crisi (che non si deve augurare a nessuno) ne uscirà maglio e più in fretta degli altri.