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FINANZA/ Fortis: ecco i numeri del "fallimento" della Germania

Per MARCO FORTIS, i dati sul Pil dei paesi europei dimostrano chiaramente che si sta aprendo una forbice drammatica tra l’Eurozona in recessione e il resto del mondo in ripresa

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Il Prodotto interno lordo di Francia e Germania nel primo trimestre 2013 è ancora inferiore alle aspettative, mentre in Usa e Gran Bretagna, da cui era partita la crisi nel 2007, l’economia è già avviata a una netta ripresa. Il Pil francese scende dello 0,2% rispetto agli ultimi tre mesi del 2012, dopo essere già calato dello 0,2% rispetto al terzo trimestre dell’anno scorso. Quando si registra il segno meno per due trimestri consecutivi, come nel caso della Francia, gli economisti parlano di recessione tecnica. E i dati dell’Istat diffusi ieri dicono che sono ben sette i trimestri consecutivi in cui il Pil dell’Italia è risultato negativo: un record per il nostro Paese. Il Pil della Germania cresce invece soltanto dello 0,1%. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison.

Cosa pensa di questi dati?

Dimostrano chiaramente che tra l’Eurozona e il resto del mondo si sta aprendo una forbice drammatica. L’eurozona è completamente in recessione, mentre il Regno Unito ha avuto un rimbalzo congiunturale nel primo trimestre, gli Stati Uniti sono in crescita, il Giappone spinto dalla strategia di crescita “Abenomics” è sempre più in alto.

Per quale motivo Germania e Francia non riescono ad agganciare la ripresa?

La Germania ha avuto una crescita estremamente modesta pari nel trimestre allo 0,1%. La Francia affronta un “triple dip”, cioè il terzo trimestre in calo, con una difficoltà importante a crescere in quanto è arrivata al redde rationem dell’austerità. Non ne sta facendo molta, tanto che ha avuto persino i due anni di proroga per ritornare sotto al 3% del rapporto deficit/Pil. Qualcosa però sta facendo sul piano dell’austerità e questo qualcosa è bastato a spingere la sua economia in recessione.

Lei come interpreta questa performance deludente?

Si tratta di una dimostrazione a 360 gradi del fatto che l’austerità sta portando l’Europa in un vicolo cieco in termini di disoccupazione, calo del Pil, distruzione di capacità produttiva. L’Ue continua a inseguire una coreografia di dati fiscali che dovrebbero essere rassicuranti, ma che non rassicurano più nessuno. Persino le agenzie di rating penalizzano i paesi più per la mancata crescita che per l’alto debito.

Che cosa accade nel frattempo nel resto del mondo?


COMMENTI
16/05/2013 - che futuro ha uno sviluppo economico (Paolo Rosso)

forse gli economisti dovrebbero iniziare a considerare che la crescita ha un limite oltre il quale le economie mature difficilmente possono andare. Ci si dovrebbe quindi chiedere che valore e futuro abbia uno sviluppo economico ottenuto drogando il mercato con l'emissione a gogò di moneta e sostenuto da deficit commerciali (caso USA) enormi. Credo che la cosiddetta scienza economica dovrebbe fare sostanziali progressi e per prima cosa affrontare diversamente il problema di come assicurare il pieno impiego anche nel caso di economie stagnanti invece di proporre la solita ed unica ricetta della "crescita a tutti i costi". Finiremo a strafogarci di prodotti inutili pur di far lavorare tutti?

 
16/05/2013 - commento (francesco taddei)

non esiste nel mondo democratico un paese immune dagli alti e bassi del mercato. la germania seleziona e investe in base al merito e competenze e tenendo l'inflazione bassa ne guadagnano i cittadini. se andrà in crisi (che non si deve augurare a nessuno) ne uscirà maglio e più in fretta degli altri.