BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

PIL ITALIA/ L’ariete di Letta per abbattere la "recessione tedesca"

Angela Merkel ed Enrico Letta (Infophoto) Angela Merkel ed Enrico Letta (Infophoto)

Come può la Germania sottrarsi alle sue responsabilità? Dice il governo: ma noi esercitiamo una funzione stabilizzatrice e abbiamo un ruolo pedagogico, spingendo i paesi in dissesto a mettere ordine in casa propria. Dall'ordine di ciascuno deriva l'ordine di tutti. Non è così. Non è con le prediche che si colma il gap produttivo tra le diverse aree dell'Eurolandia. E non è facendo tutti la stessa cosa che si esce dalla crisi. Al contrario. Come nelle sabbie mobili, ci vuole una forza trainante che tenga i piedi ben saldi su un terreno solido. Il coordinamento delle politiche fiscali, alfa e omega di ogni cooperazione internazionale, è più che mai la chiave nell'Unione europea e, ancor più, nell'area euro.

Ora che la temuta recessione generale è arrivata per davvero, la testardaggine teutonica lascerà il posto al realismo? La tentazione tedesca è di attendere le elezioni di settembre. Nessuno se la sente di invertire la marcia, tanto meno la Cdu incalzata da Alternative, il nuovo gruppo euroscettico che sta prendendo forza nello schieramento conservatore. Ma i tempi dell'economia non aspettano quelli della politica. E se la contrazione europea trascina giù anche la Germania, allora la Merkel perderà per non aver capito quando era il momento di cambiare.

Che cosa può fare il governo italiano? Non molto in termini di economia domestica. Può sbloccare gli investimenti e in parte lo sta facendo, può mettere in circolazione un po' di reddito riducendo le imposte, però i margini sono davvero esigui. Può tagliare la spesa corrente per recuperare risorse, ma attenzione, i fanatici dell'accetta lo sanno che nel breve periodo ha effetto recessivo?

Letta può senza dubbio iniettare fiducia, risorsa davvero scarsa, per spingere i privati a investire (cosa che hanno fatto troppo poco anche prima della crisi). Tuttavia, non c'è dubbio che la partita si gioca a Bruxelles. E qui l'Italia, anche grazie ai progressi fatti (insieme alla Germania è l'unico Paese a vantare un avanzo pubblico primario, cioè al netto degli interessi) ha in mano buone carte per pretendere che Berlino allarghi i cordoni della borsa.

Naturalmente, se sarà chiusa la procedura d'infrazione, se la spesa in deficit verrà davvero bloccata, se le convulsioni interne al Pd e al Pdl non indeboliranno il governo mettendo con le spalle al muro il presidente della Repubblica che ne rappresenta il perno.

Tanti se. Ancora troppi.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/05/2013 - Letta abbatti e rilancia l'economia per tutti noi. (claudia mazzola)

Stamattina mia sorella piangeva, sono arrivate tasse per più di tremila euro, il marito 60enne muratore non lavora, hanno debiti con persone e banca. Poi ha fatto un sospiro profondo, ha detto un'ave Maria e si è fatta coraggio.