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Economia e Finanza

IMU E CIG/ Forte: due "lobby" hanno messo Letta nel mirino

Enrico Letta (InfoPhoto)Enrico Letta (InfoPhoto)

Se davvero si volesse chiedere una riduzione dell’Imu finalizzata specificatamente al rilancio delle attività produttive, lo si dovrebbe fare per negozi, magazzini e laboratori. Sono questi ultimi, e in particolare le botteghe artigiane, i casi in cui l’immobile ha un’incidenza sul bilancio complessivo di un’impresa.

 

Per quale motivo però gli edifici di banche e grandi aziende devono essere penalizzati?

Il coefficiente di rivalutazione, che era stato adottato per le rendite catastali degli edifici industriali, è stato quello in assoluto più basso. Le rendite catastali delle abitazioni sono aumentate del 60%, quelle degli uffici dell’80%, quelle dei negozi del 55%, quelle dei laboratori artigiani e dei cosiddetti capannoni del 40%. C’è una logica nel fatto di attuare un aumento minore di queste rendite, perché si vuole avere una pressione minore su questo settore, che però è già stato beneficiato dal governo Monti che era amico delle grandi imprese. Non si capisce per quale motivo ora si debba venire loro incontro una seconda volta.

 

Veniamo alla protesta delle Regioni. Che cosa c’è dietro le loro lamentele?

Le Regioni non vogliono il patto di stabilità interno, cioè non vogliono pareggiare i loro bilanci correnti. Tutti però devono concorrere al taglio delle spese, e non dimentichiamoci del resto che tutti i recenti scandali politici sono stati esclusivamente regionali. La gestione peggiore che abbiamo in Italia purtroppo è delle Regioni, e ciò non dipende dall’istituzione come tale, bensì dalla presenza di una classe politica meno legata al territorio e meno controllabile da parte degli enti locali.

 

Per quale motivo sono meno controllabili?

Perché rispetto al governo nazionale e al Parlamento sono meno visibili dal punto di vista dell’opinione pubblica e dei media. Le Regioni sono quindi diventate il lato oscuro della nostra finanza pubblica. Il deficit sanitario del resto ha determinato i grossi problemi dei nostri bilanci. I debiti della Pubblica amministrazione sono in larga misura nel settore sanitario, e quindi delle Regioni. Queste ultime non hanno nessuna intenzione di rispettare le regole che cercano di seguire lo Stato e gli stessi Comuni.

 

Quali sono le conseguenze?