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IMU E CIG/ Forte: due "lobby" hanno messo Letta nel mirino

Per FRANCESCO FORTE, la presa di posizione di Squinzi sull’Imu per i capannoni dà la sensazione che faccia un gioco miope di pura corporazione, anziché difendere le categorie produttive

Enrico Letta (InfoPhoto) Enrico Letta (InfoPhoto)

Confindustria e le Regioni scendono in campo alla vigilia del Consiglio dei ministri del governo Letta in cui si parlerà concretamente di Imu e Cassa integrazione. Da un lato il presidente Giorgio Squinzi lamenta che “le imprese sono veramente con l’acqua alla gola e per avere un minimo di attività sono obbligate anche a calare i prezzi: non è un segnale positivo”. Quindi una bordata al governo: “E’ sconcertante che il nostro Ministero dell’Economia non sia al corrente dell’effettivo ammontare dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese”. Dall’altra i governatori Nicola Zingaretti e Nichi Vendola, che incassano comunque il sostegno dei leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia, salgono sulle barricate annunciando che il Patto di stabilità, “cieco e demenziale, è la cura che sta uccidendo il paziente: stiamo morendo”. E rincara la dose Vendola in toni melodrammatici: “A Roma non hanno orecchie per ascoltare, sono stufo di avere ragione, non arriviamo vivi al 2014”. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze.

 

Squinzi ha sottolineato l’importanza di ridurre l’Imu sui capannoni, e non solo sulla prima casa. Qual è il senso di questa richiesta?

Mi sembra veramente una questione mal posta, anche perché i capannoni sono solo una piccola parte degli edifici a uso non abitativo. La categoria è divisa in nove classi e riguarda “gli opifici e i fabbricati per attività industriali e commerciali non destinabili ad altra attività senza radicale trasformazione”. Ci sono quindi dentro anche banche, centri commerciali e altre strutture che non fanno parte dell’economia povera, ma dell’economia ricca e hanno un potere di lobby.

 

Quindi Squinzi vuole fare intendere di difendere le piccole imprese, mentre non è così?

Il riferimento di Squinzi ai capannoni è quanto mai pretestuoso, anche perché il capannone in quanto tale ha un’incidenza sui fattori produttivi molto modesta, soprattutto se riferita ai macchinari. La vera questione è piuttosto quella relativa agli edifici dei servizi, come i centri commerciali, i grattacieli delle banche, le grandi strutture del consumo di massa.

 

E’ proprio sicuro che l’Imu non sia un ostacolo alla crescita delle imprese?