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Economia e Finanza

FINANZA/ Grecia, un’altra "truffa" delle banche è in arrivo

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Chi il mercato lo conosce davvero, come l’hedge fund newyorchese Greylock Capital, non disse nulla e cominciò a comprare debito greco ristrutturato ai minimi nel maggio del 2012, quando il prezzo viaggiava tra i 19 e 25 centesimi sul dollaro: quello è stato un affare, ma gli unici che ottennero la dritta furono i clienti del fondo, dove statutariamente per entrare bisogna avere una posizione da almeno un milione di dollari. Non certo voi dal consulente della vostra filiale. Comprare ora, ai massimi, è una colossale fregatura: il redde rationem greco è solo rimandato, le grandi banche hanno comprato lo scorso anno guardandosi bene dal consigliare l’acquisto - se non a clienti top - e ora che hanno massimizzato l’affare (+300% in un anno) grazie a false notizie, profezie autoavveranti ed esuberanza da liquidità a pioggia sul mercato del reddito fisso sovrano, puntano a scaricare quel bond che comincia a ticchettare come una bomba a orologeria.

Se si comincia a consigliare l’acquisto en plein air, significa che il realizzo massimo è arrivato, al limite si sfonderà quota 70-75 centesimi sull’euro massimo, poi i grandi player sanno che si tornerà a scendere perché la realtà economica e sociale greca busserà alla porta dell’euforia immotivata europea. Insomma, un’altra grossa, grassa truffa greca è alle porte: non vi fate fregare, se solo qualcuno ve li dovesse proporre, denunciatelo al Tribunale dell’Aja. Le banche stanno cercando ancora una volta di far soldi alla faccia vostra e, soprattutto, del popolo greco. Ma attenzione: la pazienza di quella gente fiera e orgogliosa, potrebbe finire. E allora le alchimie per taroccare i titoli di Stato potrebbero non bastare più e il gioco del profitto non varrebbe più la candela. A meno che la finalità ultima dei burocrati europei e del Fmi non sia quella di vedere Alba Dorata al 60% dei consensi.

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