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FINANZA/ Deaglio: altro che Italia, è la Francia il vero "caso europeo"

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Bisogna innanzitutto dire che, se rientriamo dalla famosa procedura di infrazione europea, potremmo disporre di un più ampio margine di liquidità, visto che verrebbero meno alcune spese che oggi l’Europa ci chiede. Allo stesso modo, questo governo dovrebbe fare il possibile per sfruttare al meglio i fondi europei, visto che finora non siamo mai stati in grado di gestire le varie gare europee. In tempi recenti qualche miglioramento c’è stato, quindi si può presumere che la questione verrà affrontata con una maggiore convinzione. Come dicevo, però, uscendo dalla procedura di deficit recessivo ci verrà concesso di slittare di due anni il pareggio di bilancio, come è stato permesso anche a tutti gli altri Paesi, come Francia, Irlanda e Portogallo.

 

Questo cosa permetterebbe?

Renderebbe meno gravoso il vincolo di liquidità del governo, quindi potremmo spendere di più. Probabilmente in questo modo non ci sarà neanche il bisogno di sforare il tetto del 3%, visto che la remissione della procedura ci fornirebbe delle risorse aggiuntive a fronte di minori spese.

 

Cosa dovrebbe fare prioritariamente il governo Letta?

Il precedente governo guidato da Monti ha permesso all'Italia di tornare a sedersi al tavolo dell’Europa, ma in molti hanno creduto che questo significasse essere diventati i leader della fazione debole dell’Europa, quando invece non è affatto così. Siamo un Paese come gli altri che adesso deve impegnarsi a collaborare. A livello europeo, quindi, il governo Letta ha adesso una scadenza molto importante che è quella del Consiglio europeo di giugno, dove di fatto si decideranno le linee guida per le future politiche finanziarie. È un appuntamento cruciale, in cui l’Italia potrà finalmente capire se sarà in grado di tornare in maniera credibile in Europa.

 

(Claudio Perlini)



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