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LETTA TOUR/ I "buchi" di Hollande e Merkel lasciano in bilico l’Italia

Pubblicazione:giovedì 2 maggio 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

Dopo aver incontrato Angela Merkel a Berlino, Enrico Letta è stato ricevuto all’Eliseo dal presidente francese François Hollande. “Il mio viaggio a Berlino, Parigi e Bruxelles, deciso subito dopo la mia nomina, non è un atto di politica estera, è una questione di politica interna”, ha sottolineato il premier italiano, “perché le scelte che dobbiamo prendere in Italia saranno inutili se non vengono prese in accordo con il resto dell’Europa”. Proprio l’Europa, infatti, “deve tornare a essere una speranza per i popoli, non può più essere percepita come una minaccia, come ciò che li fa soffrire. La nostra responsabilità è dare un futuro all’Europa, altrimenti ci aspetta un disastro democratico”, ha avvertito Letta. Hollande, dal canto suo, dopo aver ricordato la collaborazione con l’Italia che ha portato nel giugno scorso al cruciale Consiglio europeo per la stabilità finanziaria, ha spiegato che “adesso dobbiamo usare gli stessi sforzi, mettere lo stesso impegno al servizio della crescita. Dobbiamo proseguire il più velocemente possibile verso l’unione bancaria, in modo da avere istituti più solidi che possano finanziare le attività imprenditoriali”. Insieme a Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, abbiamo commentato le prime due tappe del tour di Enrico Letta nelle cancellerie europee.

 

Come giudica gli incontri con Merkel e Hollande?  

I due colloqui sono ovviamente di carattere preliminare, per tastare il terreno e dare innanzitutto una prova di buona volontà. Le risposte della cancelliera tedesca, infatti, sono state di natura abbastanza generica, quindi è ancora troppo presto per capire se vi sia un'effettiva apertura tedesca su temi che, a quanto pare, il governo italiano vorrebbe sostenere. Tra questi c'è senza dubbio la volontà di mettere fuori dal calcolo del deficit gli investimenti e specifiche politiche di crescita concordate a livello europeo.

 

Di crescita si è parlato soprattutto durante la tappa francese...

E' vero, ma in realtà non è stato detto niente di concreto, né riguardo a ciò che potrebbe fare l’Europa, né riguardo a ciò che potrebbe essere consentito all’Italia. Siamo, come dicevo, a semplici dichiarazioni reciproche di intesa, ma al momento non si riscontra una modifica della linea tedesca sul fatto che l'Italia debba essenzialmente seguire la linea tracciata da Monti. Con Hollande il clima è stato certamente diverso, ma non dimentichiamoci che il presidente francese è inadempiente.

 

Cosa intende dire?

Anche la Francia, a livello europeo, ha avanzato diverse richieste sulle politiche di consolidamento, e questo non può far altro che irrigidire ancor di più una già preoccupata Germania. Tra l’altro mi sembra che Hollande stia procedendo con una grande confusione.

 

Come mai?

Ciò che Hollande dovrebbe chiedere, come del resto dovrebbe fare anche Letta, è una politica europea di crescita attuata con gli strumenti finanziari già esistenti o con quelli che potranno presto esistere, come i project bond. Inoltre, si dovrebbe insistere su un’attuazione dell’unione bancaria decisamente più rapida per evitare quel divario di tassi di interesse che si sta verificando. Vorrei però sottolineare una differenza d’impostazione, emersa negli ultimi mesi dopo il caso Cipro, tra la linea tedesca e quella italiana.

 

Su cosa in particolare?


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