BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA E POLITICA/ Una nuova "minaccia" greca anche per Letta

Infophoto Infophoto

La decisione di Fitch è stata considerata come una “svolta” dal Governo greco. Solo tra qualche mese si potrà dire se tale commento è giustificato. Il Paese non ha più quel poco di manifattura che esisteva nel 2000. Ora conta essenzialmente sul turismo, da attirare grazie a una massicciafiscal devaluation, riduzione dei redditi e dei prezzi pur non alterando il tasso di cambio. Pare che le prenotazioni per le vacanze nell’Egeo siano aumentate del 25% rispetto al 2012. In autunno si potranno tirare le somme.

Più seri degli aspetti economici sono quelli politici. In materia sono stati pubblicati dozzine di papers da parte di studiosi greci, americani e di altri paesi europei. Proprio nei giorni in cui Fitch si preparava a migliorare il rating dei titoli di Atene, ne sono apparsi due di studiosi tedeschi. Scontato il primo, dato che l’autore è Jürgen Habermas e il lavoro è apparso il 7 maggio su Social Europe. Meno prevedibile il secondo: un paper di Andreas Maurer della Stiftung Wissenschaft und Politik (un think tank europeista). Ambedue sottolineano come la crisi greca (peraltro ancora in corso) abbia ferito la legittimità democratica dell’Unione europea e dello stesso Parlamento europeo. Maurer propone che si vada dall’Emu (European monetary union) al Demu (Democratic european monetary union).

Tutto ciò non riguarda soltanto i greci, ma tutti gli europei. E ci tocca molto da vicino. Come hanno sottolineato efficacemente Alberto Alesina e Francesco Giavazzi su Il Corriere della Sera del 17 maggio, il nuovo Governo italiano non deve farsi intimidire da parametri la cui poca fondatezza economica è stata documentata nei mesi scorsi anche sotto il profilo scientifico: la strada di un’austerità eccessiva ci porterebbe ad avvitarci come la Grecia e ad avere un sollievo dalle agenzie di rating dopo una contrazione del 25% del reddito nazionale e una perdita di pari portata della capacità produttiva.

Occorre insistere al prossimo Consiglio europeo, tra pochissime settimane, per rimettersi sulla via dello sviluppo, anche se ciò potrebbe comportare un deprezzamento della moneta unica sui mercati internazionali.

© Riproduzione Riservata.