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Economia e Finanza

FINANZA/ Meglio la lira che le banche di Giavazzi e Alesina

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Anche qui si può commentare facilmente, prima di andare avanti nella loro proposta: se lo Stato prima concede un maggiore spazio finanziario all’economia reale (abbassando le tasse) e poi toglie quello stesso spazio (diminuendo le proprie spese), cosa sarà cambiato alla fine? Avete capito bene: avremo fatto un altro giro di giostra, e poi avremo di nuovo calo del Pil, disoccupazione in crescita, crollo della produzione industriale. Ma nel frattempo sarà passato invano del tempo prezioso, quindi avremo meno margini di manovra.

Ma la strategia proposta da Alesina e Giavazzi ha anche un secondo pilastro: la ripresa del credito. Bene, viene da pensare. Anche perché non manca lavoro da fare, non mancano lavoratori bisognosi di lavorare, non mancano imprese desiderose di intraprendere: quella che manca, e manca dannatamente, è la moneta. Ecco cosa scrivono: “È necessario che le banche ricomincino a prestare denaro a famiglie e imprese. Per far questo, come abbiamo già scritto, bisogna ricapitalizzarle”. Ma come: cosa abbiamo fatto in questi anni? E cosa è stato fatto a livello europeo? Ci siamo forse dimenticati che circa un anno e mezzo fa, il sistema bancario europeo ha preso a prestito dalla Bce oltre 1000 (mille!) miliardi di euro a tasso agevolato, per risanare i bilanci? Ancora non basta? Possibile che una posizione ideologica sia così cieca che dalla storia, anche la più recente, non si sia in grado di imparare? Ma non viene in mente, a questi esimi professori, che tutto il sistema monetario sia semplicemente sbagliato alla radice, perché un bene sommamente sociale, come la moneta, viene di fatto trattato come uno strumento utile a profitti privati, come sono quelli delle banche e delle finanziarie?

Perché prestare nuovo denaro alle banche? Sono forse in grado, in questo contesto di recessione economica, di tornare a prestare denaro all’economia reale, prima che vi sia una ripresa? La storia passata, recente e recentissima, non basta come esempio? Qui risulta chiaro che per assolvere alla funzione sociale della moneta, occorre un soggetto che abbia a cuore gli interessi sociali, gli interessi della popolazione in quanto tale. E tale soggetto, prima di ogni altro, non può che essere lo Stato. Occorre quindi che lo Stato torni a battere moneta, e occorre che vi sia nel mercato una banca di Stato, che si preoccupi più degli interessi della popolazione che dei bilanci.