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FINANZA/ Fortis: l’Ue ci ha "punito" ingiustamente, ecco le prove

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L’industria italiana è tutt’oggi la quinta al mondo e la seconda d’Europa, e questo la dice lunga sulla competitività del nostro Paese. Eppure siamo stati costretti ad adottare una ricetta greca per un problema che non era greco. In questo modo l’Italia si è impegnata a rimanere sotto al 3% del rapporto deficit/Pil, mentre la Spagna ha chiuso il 2012 con un rapporto del 10,8%. Se lo spread rispecchiasse questa differenza, tra Italia e Spagna dovrebbero esserci 300 punti anziché soltanto 30.

 

Non le sembra di esagerare?

A differenza della Spagna, l’Italia non ha avuto una bolla immobiliare, né un terzo delle banche in crisi per avere erogato prestiti sbagliati alle imprese costruttrici. Ma non è solo il confronto con la Spagna a essere rivelatore. Se dovessimo giudicare i paesi del mondo con i criteri di Maastricht, rimarrebbero in procedura d’infrazione non solo la Francia, la Spagna e i Paesi Bassi (dove il rapporto deficit/Pil è superiore al 4%), ma anche per assurdo il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Giappone, che pure non fanno parte dell’Eurozona.

 

Insomma, vuole dire che l’economia italiana è molto più forte di quanto non sembri?

Sì, basti pensare che nel 2012 gli italiani hanno pagato 28 miliardi di Imu in silenzio, senza scendere in piazza, perché il nostro Paese ha ancora quel margine di manovra di ricchezza finanziaria delle famiglie. E’ quest’ultima che ci ha aiutato ad affrontare la nuova marea di tasse che ci è stata richiesta l’anno scorso.

 

Quali sono state le conseguenze di questo innalzamento delle tasse?

Prima dell’inizio della crisi il tasso di disoccupazione giovanile nel Nord Italia era uguale a quello della Germania, quello del Centro Italia era inferiore rispetto alla Francia e quello del Sud era inferiore alla Spagna. Oggi nel Sud Italia si è impennato al 50%, mentre nel Nord il tasso di disoccupazione giovanile è più che raddoppiato rispetto a prima della crisi.

 

E intanto il debito pubblico dell’Italia ha raggiunto il 127% del Pil…

Eppure nel 2012 è stato pari al 72-73% della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane. Anche se il debito pubblico italiano superasse il 150% del Pil non diventerebbe comunque superiore all’80-85% della ricchezza finanziaria netta. In Spagna già oggi il debito pubblico è al 120% della ricchezza finanziaria netta delle famiglie, anche se in proporzione al Pil sembra solo leggermente più alto rispetto alla Germania.

 

Secondo lei, i burocrati europei conoscono questi numeri?


COMMENTI
22/05/2013 - Perchè lo vuole la Germania (Rodolfo Spezia)

E' la Germania ,che teme la competitività del- l'Italia,che usa la UE per distruggerci. Ecco perchè bisogna fuggire dalla UE e dall'euro.Che è una trappola mortale. In cui ci hanno portato degli italiani di cui i nomi sono noti.Questo è il più grande crimine fatto a danno dell'Italia. Ma agli italiani,come al solito,sono così tonti che non sanno reagire e,anzi,danno una mano.Contenti loro...