BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Fortis: l’Ue ci ha "punito" ingiustamente, ecco le prove

InfophotoInfophoto

Non ne sarei così sicuro. Il presidente Letta dovrebbe spiegare al commissario europeo Olli Rehn che non è vero che, come affermano Reinhart e Rogoff, i paesi a rischio sarebbero quelli che stanno sopra al 90% nel rapporto debito/Pil. La vera linea rossa è rappresentata dal rapporto del 90% tra debito pubblico e ricchezza finanziaria privata, e l’Italia come dicevo è al 72%.

 

Quanto vale il rientro dell’Italia dalla procedura d’infrazione Ue?

Se l’Italia rientra dalla procedura d’infrazione, in primo luogo dà un segnale molto forte ai mercati. Potrebbe inoltre ritornare a godere di alcuni margini di flessibilità che prima erano stati preclusi per quanto riguarda le risorse europee e i fondi di finanziamento di iniziative con scopi di sostegno ai territori. Si parla di 12 miliardi di euro.

 

Per Moavero, il rientro dalla procedura permetterebbe anche di alzare il rapporto deficit Pil dal 2,4% al 2,9% sia nel 2013 sia nel 2014. Quanto varrebbe questo 0,5% in più?

Se è vero che il rapporto deficit/Pil del 2,9% potrà essere mantenuto non solo nel 2013 ma anche nel 2014, ciò significherà che si libereranno risorse della stessa entità della somma necessaria al pagamento del primo lotto dei debiti della Pubblica amministrazione.

 

Cioè?

In questo modo libereremmo lo 0,5% di Pil sia nel 2013 sia nel 2014. Il nostro impegno per il 2014 era in realtà il pareggio di bilancio, e quindi se anche l’anno prossimo ci sarà concesso di rimanere al 2,9% guadagneremmo un ulteriore spazio di manovra che sarà probabilmente pari a quasi 1 punto di Pil. Se il Pil è pari a 1.500 miliardi, l’1% del Pil equivale a 15 miliardi. Grossomodo i margini di manovra netti che si potrebbero conseguire nell’ipotesi che l’Italia possa rimanere al 2,9% del rapporto deficit/Pil per due anni, tenendo conto anche degli effetti moltiplicatori, sarà quindi pari a 40 miliardi di euro.

 

Letta ha annunciato che taglierà Imu, Tares, cuneo fiscale e destinerà nuovi fondi per il bonus ristrutturazioni, gli esodati e i pensionati. A quale di queste voci va data priorità?

La priorità va data innanzitutto alla riduzione del costo del lavoro, e inoltre al fatto di ridare respiro ai consumatori e alle famiglie meno abbienti che sono in condizioni critiche. La riduzione dell’Imu ha senso quindi solo per le persone più indigenti, mentre non si capisce per quale motivo chi ha capacità economica non debba pagare anche sulla prima casa.

 

E per le imprese?

Altrettanta importanza va data agli sgravi fiscali legati industria manifatturiera. Non possiamo infatti andare avanti per altri due anni con una serie di aziende che chiudono ogni giorno perché non hanno davanti a sé un orizzonte di manovra. Non tutti possono esportare in Cina, in Russia o nei Paesi arabi, numerose aziende lavorano per il mercato interno e l’austerity ha provocato una recessione artificiale per farle chiudere.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
22/05/2013 - Perchè lo vuole la Germania (Rodolfo Spezia)

E' la Germania ,che teme la competitività del- l'Italia,che usa la UE per distruggerci. Ecco perchè bisogna fuggire dalla UE e dall'euro.Che è una trappola mortale. In cui ci hanno portato degli italiani di cui i nomi sono noti.Questo è il più grande crimine fatto a danno dell'Italia. Ma agli italiani,come al solito,sono così tonti che non sanno reagire e,anzi,danno una mano.Contenti loro...