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ITALIA FREGATA?/ Borghi: euro o Germania, Letta scelga chi "scaricare"

Per rilanciare l’occupazione, spiega CLAUDIO BORGHI AQUILINI, è necessario aggirare gli ostacoli alla nostra competitività. Ovvero, prevalentemente, l’euro e la Germania

Angela Merkel ed Enrico Letta (Infophoto) Angela Merkel ed Enrico Letta (Infophoto)

Di ritorno da Bruxelles, Letta è stato accolto da un tripudio della stampa pressoché unanime. In particolare, gli è stato intestato il merito di un accordo su un pacchetto di misure a sostegno dell’occupazione e dello sviluppo da definire al prossimo Consiglio straordinario di luglio. Pare che tutto vada per il verso giusto, dato che entro maggio rientreremo pure dalla procedura di infrazione per lo sforamento del tetto del 3% del rapporto deficit/Pil. Ciò significa che potremmo disporre della facoltà di spingerci, per il 2014, al 2,9%, quando in precedenza il limite concordato era del 2,4%. A dire il vero, c’è ben poco di cui gioire. Claudio Borghi Aquilini, professore di Economia degli intermediari finanziari presso l'Università Cattolica di Milano, ci spiega perchè. 

 

Abbiamo di che essere entusiasti?

Sembra di assistere a una replica del supervertice dello scorso giugno, quando Monti tornò trionfante in Italia e tutti gli diedero il merito di aver ottenuto l’attivazione dello scudo anti-spread e del Fondo salva-Stati. Anche in quell’occasione fu un proliferare di supposizioni fantasiose sulla Merkel. Si arrivò a sostenere che se n’era andata senza salutare perché la sconfitta le bruciava. In quella stessa sede si ipotizzò un grande piano per lo sviluppo che avrebbe coinvolto la Bei con il compito di finanziarie le grandi opere infrastrutturale. Alla fine, non se ne fece nulla. Oltretutto, dato e non concesso che Letta abbia realmente ottenuto qualche fondo per l’impiego, si tratterebbe di una vittoria inutile.

 

Perché?

 I fondi per l’impiego si userebbero per produrre cosa? Mi spiego: iniziative del genere sono meglio che niente per quella piccola percentuale di aziende che ancora va bene, e che sarebbe ben lieta di potere assumere qualcuno a condizioni agevolate. Ma tutte le altre stanno pensando a licenziare perché, semplicemente, non vendono più i loro prodotti. Non dimentichiamo che questi fondi hanno un costo. Chi li paga? Perché se i soldi ce li mette la Germania, è un conto. Ma non ce li metterà. Con ogni probabilità, quindi, ci erogheranno semplicemente una quota di quanto abbiamo finora versato all’Europa. Tanto varrebbe autofinanziarci.

 

Quindi?

Sarebbe molto più opportuno capire perché ci sono paesi come la Germania che garantiscono l’occupazione e altri come la Spagna o l’Italia in cui la disoccupazione continua a crescere a livelli insostenibili. Meglio, in sostanza, comprendere la ragioni dello squilibrio piuttosto che inventarci delle pezze tutt’altro che risolutive.

 

Da cosa dipende, allora, lo squilibrio? 


COMMENTI
24/05/2013 - Ma Letta può scegliere? (Rodolfo Spezia)

Se Letta fosse uno statista capace di fare scelte di questa portata,non sarebbe emerso prima? Chi l'ha fatto arrivare ad essere premier non vuole che l'Italia torni ad essere una nazione sovrana. Se gli italiani sapessero gestire il loro destino,non saremmo a questo punto.Si sarebbero svegliati e si sarebbero ribellati prima. Se i principali organi di stampa nazionali dessero l'informazione che io trovo sul SUSSIDIARIO forse qualche italiano avrebbe la possibilità di sapere e magari di capire. Ma la verità non deve trapelare:i poteri di tutti i tipi che ci sovrastano e che ci rovinano l'esistenza non lo possono permettere. In fondo,è sempre il PRINCIPE di QUESTO MONDO (omicida e menzognero) che prevale.