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ITALIA NEL BARATRO?/ Forte: i due "shock" che possono aiutare Letta (e l’Italia)

Pubblicazione:sabato 25 maggio 2013

Enrico Letta (InfoPhoto) Enrico Letta (InfoPhoto)

Praticamente nessuna. L’impressione, è che si tratta di misure per consentire alle Coop di vendere prodotti che, attualmente, non possono vendere.

 

Cosa si dovrebbe liberalizzare?

 Anzitutto, il sistema delle opere pubbliche: una serie di norme, rigidità e interessi di partito, bloccano moltissimi investimenti italiani e internazionali. Capita, infatti, che spesso il Comune o la Regione non eroghino i permessi necessari. Sarebbe, inoltre, necessario liberalizzare il mercato del lavoro. La Germania, con il governo di coalizione, è riuscita a liberalizzare i contratti, passando dal 9% di disoccupazione al 6%. Gli enti locali, infine, dovrebbero disfarsi di centri di potere quali le municipalizzate. Mettere sul mercato le aziende pubbliche, già di per sé, aumenterebbe il perimetro dell’economia.

 

Il ministro ha parlato anche di semplificazioni e tagli alla burocrazia.

Finché non fornirà una lista dettagliata di ciò che intende semplificare, si tratta di banali proclami.

 

Crede che il rientro dalla procedura di infrazione ci permetterà di disporre di margini di manovra effettivi?

Il margine si può utilizzare a condizione di sterilizzare il maggiore deficit vendendo beni pubblici. Penso a beni come le Ferrovie dello Stato che, da sole, valgono 18 miliardi di euro. In caso contrario, ancora una volta aumenterà il debito, e non ce lo possiamo permettere.  

 

(Paolo Nessi)




© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
25/05/2013 - debiti che indebitano lo Stato ? (antonio petrina)

perchè nello sbloccare i debiti delle imprese della p.a. italiana, lo Stato si indebita come in Spagna ( che si è indebitato per 27 miliardi come ha rilevato l'Ance a commento del D.L. 35/2013),dal momento che la maggior parte dei crediti passivi sono spese già impegnate e previste nei bilanci dei comuni virtuosi ( diverso discorso per le Asl o eell in deficit)?

 
25/05/2013 - Chissá perché (Diego Perna)

Chissá perché sono sempre coloro che stanno sul campo ad essere i piú pessimisti? Squinzi forse parla con gli industrialli , mentre politici e alcuni giornalisti, molti, seguono una sorta di filone comune che ovviamente per la sua natura mediatica deve sempre cercare uno scopo oltre le notizie, in questo caso rassicurare gli investitore d' oltralpe, come ce ne fossero ancora. Qualcuno di buon senso, mi dovrebbe spiegare, io non sono un industriale, ma un imprenditore piccolo piccolo, come si potrá continuare ad esistere in questo paese senza vere iniziative che coinvolgano il sistema reale e non solo le discussioni tra esperti. Sono veramente scoraggiato, molto piú di Squinzi .