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SPILLO/ Il "tesoretto" dell’Inps può abbassare le tasse: perché lo Stato non vuole incassarlo?

Pubblicazione:domenica 26 maggio 2013

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Una parte consistente del patrimonio dell'Inps continua a essere affidata alla gestione di una società, l'Igei. Ebbene essa è stata messa in liquidazione nel 1996 ed è scaduta nel dicembre 2010. Nel 2011 è stata espletata la gara per la gestione dell'intero patrimonio dell'Inps (circa 22 miliardi in 3 anni). Ora siamo nel 2013 e non c'è stata aggiudicazione della gara, perché la Romeo Gestioni ha inoltrato un ricorso al Tar. Risultato: tutto si è bloccato.

 

 

Molto più lungo e grave mi pare il contenzioso tra l'Inps (e precedentemente gli altri enti previdenziali) e gli inquilini.

Da parte di questi ultimi sono in corso numerose azioni, perché si è determinata una discriminazione a dir poco odiosa. Decine di migliaia di inquilini hanno potuto acquistare la casa con sconti complessivi che variano dal 50% al 60% rispetto al prezzo di vendita. Ma nell’ambito dello stesso processo di dismissione immobiliare centinaia di famiglie sono state escluse da ogni possibile riduzione di costo.

 

Come mai?

Perché i loro immobili sono stati improvvisamente classificati come "di pregio". Per essere tali il ministro Tremonti stabilì il principio per cui bastava che tali immobili fossero ubicati nei centri urbani. Queste famiglie sono rimaste vittime di una evidente disparità di trattamento. Non hanno potuto acquistare l’alloggio e attendono, ormai da oltre un decennio, la definizione dei contenziosi giudiziari.

 

I ministri Sacconi e Tremonti, con la direttiva del 10 febbraio 2011, avevano indicato, in un decreto-legge, le condizioni di vendita degli immobili. Come mai questa norma è rimasta lettera morta?

Gli enti previdenziali, al pari delle società di gestione, non hanno alcun interesse a vendere. Perderebbero potere e soldi. E' la ragione per cui è rimasta lettera morta anche la Legge 27 febbraio 2009 n. 14 che prevedeva l'obbligo per gli Enti di promuovere la definizione del contenzioso giudiziario immobiliare. Ma l'inerzia degli Enti è stata così plateale da indurre i ministri vigilanti, cioè Sacconi e Tremonti da lei citati, a intervenire con la direttiva del 10.02.2011.

 

Che cosa stabilisce?

La direttiva stabilisce chiaramente che occorre procedere alla dismissione degli immobili. In secondo luogo, precisa che in presenza di contenzioso vanno stipulati contratti di compravendita secondo uno schema preciso.

 

Ce lo spieghi.


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