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SPILLO/ La "moneta" del Papa che spazza via la dittatura del denaro

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Al Santo Padre questo fattore è evidentemente molto chiaro: “Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e spietata immagine nel feticismo del denaro e nella dittatura dell’economia senza volto né scopo realmente umano. La crisi mondiale che tocca la finanza e l’economia sembra mettere in luce le loro deformità e, soprattutto, la grave carenza della loro prospettiva antropologica, che riduce l’uomo a una sola delle sue esigenze: il consumo”.

Questa riduzione è perpetrata perché a essa corrisponde una possibilità di maggiore speculazione e di profitti finanziari, sulla pelle della popolazione. Ma non basta: “E peggio ancora, oggi l’essere umano è considerato egli stesso come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo incominciato questa cultura dello scarto. Questa deriva si riscontra a livello individuale e sociale; e viene favorita! In un tale contesto, la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed economica. Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce”.

Giudizi semplicissimi e durissimi, pure sulle ideologie che hanno provocato e ancora oggi promuovono questa situazione: “Questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune. Si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone unilateralmente e senza rimedio possibile le sue leggi e le sue regole. [...] la volontà di potenza e di possesso è diventata senza limiti”.

Ora questa situazione, bisogna dirlo con chiarezza e per amore della verità, conduce facilmente alla dittatura. Una “volontà di potenza e di possesso senza limiti” è solo il nome lungo di una dittatura di fatto. E queste cose sono state dette sempre dalla voce autorevole della Chiesa in tempi non sospetti: “Un’autentica democrazia è possibile sono in uno Stato di diritto e sulla base di una retta concezione della persona umana [...]. A questo proposito, bisogna osservare che, se non esiste nessuna verità ultima la quale guida e orienta l’azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la storia” (Centesimus Annus, n. 46).

Ora dopo ventidue anni da quelle parole, con il crollo dei votanti alle elezioni, quel giudizio si sta tramutando in realtà. Il crollo dei votanti rende il sistema elettorale sempre più frattale, sempre più facilitante gli eccessi. Un nuovo partito (o uno dei partiti già presenti) potrà prendere la maggioranza assoluta con pochi voti in più, per mancanza di avversari. E la storia ci insegna che le ultime dittature sono nate da gravi situazioni sociali, in momenti di confusione sulla “retta concezione della persona umana”.