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Commissione Ue/ Le 6 raccomandazioni all'Italia dopo la chiusura della procedura d'infrazione

La Commissione Ue ha finalmente ufficializzato la richiesta di abrogazione della procedura per deficit eccessivo contro l'Italia. Il nostro Paese, però, dovrà rispettare delle condizioni

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La Commissione Ue ha finalmente ufficializzato la richiesta di abrogazione della procedura per deficit eccessivo contro l'Italia (ma anche contro Lettonia, Lituania, Romania e Ungheria). Da Bruxelles è stato però ricordato che la procedura venne aperta nei confronti dell’Italia nel 2009, dopo che i conti pubblici avevano sforato il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil stabilito dal Trattato di Maastricht, quindi adesso il nostro Paese dovrà rispettare alcune precise condizioni. Vediamo quali.

SOSTENIBILITA’ DEI CONTI - Il deficit/Pil dovrà ovviamente restare sotto il 3% nel 2013-2014. Sarà poi necessario cominciare un percorso di riduzione del debito/Pil (altrimenti previsto al 132,2% nel 2014) e continuare il miglioramento ed efficientamento della spesa pubblica, con una profonda spending review a tutti i livelli di governo.

RIFORME AMMINISTRATIVE - Bisogna assicurare la continuazione di riforme della Pubblica amministrazione, migliorando la burocrazia e operando una semplificazione per cittadini e imprese, facendo in modo che diminuiscano le controversie legali. Infine, oltre ad attuare una concreta lotta alla corruzione, l'Italia dovrà migliorare l’utilizzo dei fondi europei al Sud, soprattutto per il periodo 2014-2020.

SETTORE BANCARIO - Bisognerà migliorare l'efficienza del settore bancario, affinché possa fornire credito. Sarà inoltre necessario monitorare la qualità degli asset detenuti dalle banche e promuovere un ulteriore sviluppo di mercati dei capitali per migliorare l’accesso ai finanziamenti.

MERCATO DEL LAVORO - Va assicurata l’effettiva implementazione della riforma del mercato del lavoro, compresa la disciplina della contrattazione, per garantire un miglior allineamento tra salari e produttività. Va migliorata poi la partecipazione al mercato del lavoro, specialmente delle donne e dei giovani, attraverso la cosiddetta "Youth garantee". Bisognerà infine migliorare i servizi pubblici per l'orientamento e la formazione. Anche il sistema scolastico dovrà fare la sua parte, contrastando il fenomeno dei drop out e aumentando la qualità dell’istruzione.