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FINANZA/ Letta nei guai, l’Ue gli "smonta" le promesse

Pubblicazione:mercoledì 29 maggio 2013 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 29 maggio 2013, 8.26

Fabrizio Saccomanni ed Enrico Letta (Infophoto) Fabrizio Saccomanni ed Enrico Letta (Infophoto)

 

Per quanto riguarda il taglio della spesa, si può incominciare dal riordino delle agevolazioni fiscali. Sappiamo che ci sono diversi miliardi che potrebbero essere risparmiati, e forse qualche taglio su quel terreno potrà essere utile. Tagliare le spese correnti sarebbe la strada migliore, per poi avere le risorse per abbassare le tasse. Non dimentichiamoci, sullo sfondo, quella che è in generale la polemica sulle politiche di austerità che sono state adottate negli ultimi due anni.

 

 

Che cosa c’entra con il taglio delle spese?

Tagliare le spese in Italia ha sempre significato principalmente ridurre gli investimenti. Ciò è esattamente contrario alla logica di cui parlavamo prima, cioè al fatto di aumentare gli investimenti in chiave di maggiore crescita.

 

Posto che tutto non si può fare, lei a che cosa rinuncerebbe?

Sul taglio dell’Imu sulla prima casa esistono valutazioni diverse. Il taglio dell’Imu consente un risparmio di poche centinaia di euro, ma non va dimenticato che il nostro è un Paese nel quale l’80% degli italiani è proprietario di casa. Sullo sviluppo del mercato immobiliare è stata fondata una politica pluridecennale in particolare a partire dagli anni ’50. Tenuto conto che anche l’edilizia ha sofferto moltissimo, che è uno dei settori trainanti dell’economia italiana e che siamo di fronte a una caduta molto evidente del mercato immobiliare, la revisione dell’Imu non è il toccasana per favorire la ripresa.

 

Qual è quindi la sua ricetta per la crescita?

È molto più efficace tagliare il cuneo fiscale. In questo modo sarebbe possibile da un lato alleggerire i costi del lavoro per le imprese, e dall’altro mettere in tasca più soldi per i lavoratori. Privilegerei quindi questo intervento rispetto al rinvio dell’aumento dell’Iva, anche perché in questo modo si affermerebbe il principio che si debba passare dalla tassazione sulle persone a quella sulle cose.

 

(Pietro Vernizzi)



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