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BORSA/ Draghi "gela" i mercati (ma aiuta ancora le banche)

Pubblicazione:venerdì 3 maggio 2013

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La paura che un giorno si potrebbe arrivare a non saper dove mettere la liquidità ha dato nuovo fiato ai titoli di stato, soprattutto tedeschi, ma con gioie anche per le emissioni del Tesoro. La corsa dei prezzi delle obbligazioni ha ridotto ulteriormente i tassi di interesse. Ormai il Btp a 10 anni rende meno del 3,90% e il Bund di pari durata l’1,16%. Se pensate di voler investire in un titolo AAA per difendere la vostra ricchezza almeno dall’inflazione ma senza correre troppi rischi, dimenticatelo: i tassi reali sono negativi. Se volete acquistare un titolo tedesco che scadrà tra un paio di anni pensateci bene: a scadenza vi verranno restituiti meno soldi di quelli investiti. I tassi di interesse sono negativi di uno 0,02%: forse poco, ma emblematico.

La scudisciata di Draghi è arrivata quando ha detto che la mancanza di funding (la raccolta di capitali sul mercato) non è spiegazione sufficiente per non prestare denaro (dove però mi viene difficile da contestualizzare la mancanza di funding dopo aver garantito liquidità illimitata per un altro anno). Ha proseguito dicendo che alcune banche potrebbero aver bisogno di un aumento di capitale. Ha anche regalato un momento di ilarità quando ha affermato che la Bce non è un mercante di liquidità e che non lavora per ripulire i bilanci delle banche. Ilarità fragorosa, visto che la Bce offre solo liquidità ormai da anni e che regala soldi a tassi bassissimi alle banche private che poi li usano per comprare obbligazioni componendo i cosiddetti “carry trade”.

Dopo la conferenza stampa di Mario Draghi siamo dove avevamo immaginato qualche giorno fa, con l’azionario deluso che manca una nuova salita sprint mostrando segni di affaticamento e che si incammina verso un cammino ribassista, forse non troppo lungo ma impervio e alla mercé di oscillazioni impetuose che lo porteranno a salire e scendere intorno a se stesso.

Tra tanti altri annunci propagandistici che mancano di sostanza rileviamo la risposta dura ad Angela Merkel, con toni così incisivi come solo Silvio Berlusconi aveva fatto. La Cancelliera aveva espresso contrarietà a un taglio dei tassi, perché tassi troppo bassi erodevano il valore dei risparmi dei tedeschi. Draghi ha risposto sentenziando che l’indipendenza della Bce è cara ai cittadini di tutta Europa e anche a quelli tedeschi. Son convinto che l’indipendenza di cui parla Draghi è dalle forze politiche, perché non credo si possa invece dire indipendente dall’influenza dei colossi bancari a cui regala condizioni ideali per far profitti, dimenticando l’economia reale.



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