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FINANZA/ 1. E ora la Germania è pronta a "mangiarsi" l’Europa

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In questo clima, Angela Merkel vuol mettere sul tappeto, fin dal consiglio Ue del prossimo mese, un salto in avanti, trasformando il Fiscal compact in una politica di bilancio comune, insomma un governo economico, conditio sine qua non per sbloccare l’unificazione bancaria sotto la vigilanza della Bce. Le banche tedesche hanno bisogno di altri 14 miliardi di euro per aumentare i propri capitali e soddisfare i criteri di Basilea. E Berlino non ha intenzione di consegnarle a Draghi o a nessun altro, finché non ci sarà un’istituzione nella quale la Cancelleria possa avere un ruolo predominante. Così la Merkel prende in contropiede Hollande e mette i federalisti di fronte alla realtà.

Bello parlare di Stati Uniti d’Europa, un Anschluss è tutt’altra cosa. Se la Germania vuole cambiare i trattati, ben venga. Ma allora bisogna farlo senza pregiudizi, né tabù. Hanno ancora senso, con una politica economica comune, due criteri del tutto arbitrari come quelli scelti a Maastricht? Forse Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff hanno fatto male i calcoli, ma sostengono che il debito pubblico rallenta la crescita se sale oltre quota 90%. Perché scegliere il 60% se non per trasformare la Germania in benchmark, anzi in esempio e modello? Sarà dura, ma questa è la vera partita.



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