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Economia e Finanza

REDDITO MINIMO GARANTITO/ 40 miliardi di ragioni per dire no

In questi giorni si sta tornando a parlare del reddito minimo garantito, partendo anche dall’esperienza già esistente in Trentino. L’analisi di FRANCESCO GIUBILEO

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Ho letto con attenzione il contributo di Antonio Schizzerotto e Ugo Trivellato “Reddito minimo, le condizioni per farlo” su LaVoce.info e ho dei dubbi sulla possibilità, nell’attuale situazione economica, di realizzare un Reddito minimo analogo a quello del Trentino (o qualsiasi suo derivato) in tutta Italia. Premesso che, come per la valutazione dei servizi per l’impiego, svolgere analisi sul caso Trentino per poi generalizzarlo a livello nazionale, sia un “errore grossolano” che non tiene conto di specificità del contesto di riferimento, quali: il termine “autonomo” e l’efficienza nella gestione della macchina pubblica rappresentano una vera “anomalia” piuttosto che la norma nel nostro Paese; in generale, le risorse dedicate ai servizi, misure e supporti delle politiche del lavoro sono imparagonabili rispetto ad altre realtà; la situazione occupazionale non è certo la medesima di quella presente al Sud.

Inoltre, gli autori sostengono che il reddito di garanzia “non genera alcun disincentivo alla partecipazione al mercato del lavoro”: questo, se pensiamo alla “carovana dei benefici” in Danimarca, non è proprio vero. Nei primi anni del 2000, il costante passaggio tra disoccupazione, formazione e lavori socialmente utili aveva creato una delle situazione di “opportunismo” dei beneficiari più alte in Europa, tanto da riformare il cosiddetto modello di Flexicurity, in un sistema molto più stringente e “coercitivo” simile al workfare anglosassone.

Gli effetti sul mercato del lavoro influiscono direttamente non tanto per chi è fuori dal mercato del lavoro, ma piuttosto per coloro che sono dentro, creando un salario di riserva più alto e quindi influendo sulla curva di Beveridge. In altre parole, molte persone che svolgono lavori a bassa qualifica con salari prossimi al reddito minimo semplicemente si ritireranno dal mercato per accedere al sussidio. In certi casi, come nel Regno Unito, molti di questi soggetti si fanno “appositamente” licenziare, consapevoli che le dimissioni potrebbero rappresentare un problema per accedere a qualsiasi forma di tutela di base.

A questo punto, facendo un calcolo approssimativo, se sommiamo ai disoccupati, gli inattivi con un forte attachment al mercato del lavoro e i precari che si trasformerebbero immediatamente indisponibili al lavoro, il numero dei beneficiari si aggirerebbe facilmente oltre i 6-7 milioni di individui (stima in difetto). Supponendo di dare una cifra, molto inferiore a quella prevista in Trentino, diciamo 5mila euro all’anno, il totale per un provvedimento a livello nazionale si aggirerebbe sui 30-40 miliardi di euro. In questo momento, il governo Letta si trova in grosse difficoltà per trovare “appena” 4 miliardi per togliere l’Imu sulla prima casa e 1 miliardo per la Cassa in deroga, la domanda sorge spontanea: tutti d’accordo sul Reddito minimo, ma professori dove si trovano i soldi?


COMMENTI
04/05/2013 - Andy Capp insegna (Giuseppe Crippa)

Giannini, conosce Andy Capp? Osservando lui ho capito che il reddito minimo garantito non è una cosa giusta.

 
04/05/2013 - vergognatevi parte 4 (marco giannini)

Se uno vive può aiutare un altro anche solo parlando. Può creare arte ecc. Pensa. Cogito ergo sum. Quello che è da ricercare è una quota che permetta di vivere ma di non adagiarsi su allori. In Italia la quota sarebbe 500 euro + eventuali spese per affitto e soldi in più a chi ha figli. Più redistribuzione = più attività e benessere per tutti. PS:Vi sfido a pubblicarmise ne avete il coraggio. Cordialità

 
04/05/2013 - Vergognatevi perte 3 (marco giannini)

Potremmo darvi 50 triliardi di motivi per cui va fatto. Dovrebbero bastare le 2 sentenze della commissione, le risoluzioni del parlamento, la possibilità di flessibilizzare il lavoro in entrata e uscita senza precarizzare che comporterebbe di buon grado l'accettazione di lavori non fissi, il fatto che è falsissimo (è dimostrato) che con 500 euro al mese ai disoccupati la gente non cerchi lavoro,la disoccupazione cosiddetta di lungo corso (quella detta "per scelta") non ne risente,non aumenta (anzi si esce di casa da giovanissimi sapendo che ha affitto pagato e reddito e cio' comporta occasioni), innalzamento salari reali fermi dal 95, COESIONE SOCIALE, resistenza alle crisi per l'efficace redistribuzione, colpo alla mafia che non ha più manodopera a bassissimo costo almeno italiana.Aumento domanda aggregata e apertura nuove attività, nuove assunzioni conseguenti = diminuzione tasse. In certe situazioni le donne escono dalla schivitù ancora presente in certi nuclei depressi grazie al reddito.Inoltre chi non lavora non èvero che non produce.Scambia idee.Emozioni, spesso è un ammortizzatore per chi soffre.Non esistono prodotti solo materiali comeun vaso da notte. La mentalità del dividi et impera neoliberista di banche e apparati vuole solo impedire con la disinformazione l'accesso alla realtà ai poveri (e voi ne fate parte!), volete impedire che i ricchissimi finalmente paghino le tasse e redistribuiscano.L'Italia per loro è il bengodi.

 
04/05/2013 - Vergognatevi parte 2 (marco giannini)

3)Togliendo le casse integrazioni (ma la cgil per interessi di casta non vuole il RMG), le pensioni minime,gli indennizzi vari, il costo si aggira sui 4 miliardi.Lasciandole sui 10/12.Ripeto:Su 1660 MLD. 4)Dati 2010 (pre IMU): ICI Chiesa = 4 mld Province = 2 mld Costo auto blu = 5 miliardi (pù che dimezzandole diventa 2) Risparmio 3 mld Consorzi e società pubbliche tentacolari dove mettere politici trmbati = 10MLD Sussidi vari dati a pioggia e perfettamente improduttivi = 7MLD Senza parlare dei sequestri alle mafie, dei 20 mld che si potrebbero recuperare dalla Sanità e le armi. Totale(minimo)= 25MLD

 
04/05/2013 - vergognatevi (marco giannini)

Non vi vergognate a dire di queste panzane? 1)Il reddito minimo c'è in tutta Europa poichè il valore principe è quello alla vita prima ancora a quello del lavoro.Senza lavoro e senza reddito come si fa a vivere? Me lo spiegate?Negli altri paesi ci sono pilastri condivisi da tutto l'arco parlamentare.In Italia invece il berlusconismo egoista della corsa al ribasso dei diritti, degli evasori ecc porta sempre a credere che per avere i voti di questa gente basti dire "via le tasse, i poveri sono cattivi e parassiti".E' la filosofia del povero cattivo, quando invece la regola è che il povero non ha mai avuto la chances in sto paese a "mobilità sociale = 0" (proprio per la mancanza della flexicurity)se non figlio di un ricco. 2)Dati alla mano su una spesa pubblica di 1660 miliardi anche i 4 miliardi imu sono una sciocchezza.La spesa sociale in Italy è del 3% del pil, altrove l'8%.