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FINANZA/ 1. La "chicca" di Krugman che spiega il disastro italiano

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Ora un recente studio di tre economisti americani ha sbugiardato clamorosamente quella impostazione ideologica: lo studio di Reinhart e Rogoff, presentando le sue elaborazioni su un foglio Excel, conteneva un clamoroso errore di calcolo. Inoltre, dallo stesso studio erano stati esclusi alcuni paesi che hanno un debito alto e nonostante questo hanno una crescita sostenuta. Una figura davvero misera. Ma come definire la questione del debito? L’ho già detto numerose volte, ma di fronte alla continua disinformazione dei media ufficiali e di cotanti economisti, occorre ribadirlo: finché tutta la moneta circolante nasce dal sistema delle banche centrali, cioè nasce a debito, l’unica possibilità per la crescita è far crescere il debito. Pure i dati storici più recenti lo confermano: portatori delle ricette economiche più diverse, in questi ultimi anni abbiamo avuto governi di sinistra, di destra e pure il governo tecnico. E il debito è sempre cresciuto.

Cosa ci vuole per rendere il debito sostenibile? La crescita dicono tutti, nonostante siano smentiti dai numeri. Mentre i numeri ci dicono che la crescita porta (ovviamente) debito, perché per la crescita occorre anche nuova moneta (oltre a nuova o migliore produzione) e quindi nuovo debito. Mentre gli stessi numeri dicono che per tenere sotto controllo il debito ci vuole inflazione. E cosa ci sta a fare la Bce? Qual è il compito precipuo della Bce? Quello di tenere sotto controllo l’inflazione. Come dire che, con l’Euro siamo fregati in partenza. Così abbiamo rarefazione monetaria, economia reale che soffoca, disoccupazione in rialzo costante e titoli di borsa (dove chi ha soldi fa ancora più soldi) ai massimi di sempre.

Il risultato disastroso di questa impostazione è così evidente che pian piano iniziano a sorgere delle crepe nella dottrina del pensiero unico liberista: qualcuno inizia a dire che il nostro debito (visto che eccelle) è la nostra forza, la nostra arma, perché se andiamo a fondo allora salta il sistema finanziario e bancario europeo, seguito da quello mondiale. Non possono permettersi l’affondamento dell’Italia. Quindi questa è la ricetta, in attesa di cambiare il sistema monetario: avanti col debito, lo Stato deve spendere per sostenere l’economia reale.

Sarà capace il governo di sostenere politicamente una simile impostazione? Qui c’è da chiedersi non solo se hanno capito il problema della crisi in questi termini, ma soprattutto se l’attuale configurazione politica avrà la forza politica necessaria per imporre le proprie decisioni al resto dell’Europa. In fondo la posta in gioco è sempre la stessa: la nostra sovranità. Avranno questa forza politica? Vedremo.

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