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UNA CASA PER TUTTI (?)/ Caro Beppe Grillo, ecco perché la tua ricetta è sbagliata

Pubblicazione:domenica 5 maggio 2013

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Per altro, vi è anche un’opportunità derivante dai cosiddetti “cantieri in sofferenza”, potenzialmente riconvertibili, di cui dibatteremo alla prossima edizione di EIRE Expo Italia Real Estate (4-6 giugno, Fieramilanocity). Dal canto suo il movimento cooperativo, che ha rappresentato e rappresenta uno dei partner più affidabili nello sviluppo di iniziative di Abitare Sociale, può essere coinvolto nella modulazione di nuove formule: dall’affitto sociale alle “case a riscatto”, una tradizione italiana degli Anni Sessanta e Settanta, che garantisce il vantaggio di trasformare il canone di locazione da puro costo a investimento. In Italia è già in atto il recupero di questa formula che può essere maggiormente incoraggiata e sostenuta. Un ulteriore impulso, inoltre, può arrivare dall’abbattimento dei tassi d’interesse sui mutui e dalla valorizzazione del ruolo delle Sgr per dare vita a fondi destinati alla realizzazione di politiche sociali per la casa.

Esiste, infine, il problema della popolazione povera che non può permettersi nemmeno il pagamento di un affitto sociale. In questo senso va evitata la tentazione del ritorno ad una politica puramente statalistica. Al contrario, è possibile pensare ad un “Buono Casa” da destinare ai veri poveri, introducendo una rigida e coordinata verifica su chi per tanti anni è stato premiato senza averne diritto. Anche la realizzazione di questi voucher dovrà vedere il coinvolgimento degli enti no-profit quali interpreti di un modello di Abitare Sociale non finalizzato a “dare un posto letto”, ma a introdurre principi educativi quali la condivisione di spazi comune, l’accoglienza del diverso, la cultura dell’ospitalità: valori essenziali per costruire vere “dimore dell’Io”.

La provocazione lanciata nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che ha proposto di offrire gratuitamente le case a chi è veramente povero, può trovare una sua prima applicazione in questa modalità. Ancora una volta la Lombardia potrebbe così diventare un laboratorio di sperimentazione e virtuosità da assumere quale esempio a livello nazionale. E la sensibilità sulle problematiche sociali del neo-ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, rappresenta una ulteriore formidabile opportunità per un nuovo patto di socialità della casa.



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