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FINANZA/ Dall’Asia un "aiutino" all’Italia per uscire dalla crisi

Pubblicazione:lunedì 6 maggio 2013

Nikkei Nikkei

Mentre si dibatte quale sarà la durata del Governo Letta, dato che la “luna di miele” (normalmente in Europa di 6-9 mesi) pare già finita (e specialmente le varie fazioni del Partito democratico sembrano prese in numerose liti da pollaio), vale la pena guardare in avanti senza dimenticare quanto avvenuto solo due-tre lustri fa. Guardare in avanti significare pensare all’assetto che ci sarà in Europa quando la crisi del debito sovrano (e in alcuni paesi dell’economia reale) sarà stata superata. Il superamento potrà voler dire una riduzione del ruolo nell’economia internazionale (e dei livelli relativi di reddito) dei paesi che hanno mostrato meno “efficienza adattiva” alle trasformazioni mondiali in corso da quando Europa, Nord America e pochi altri detenevano il monopolio del progresso tecnologico, un monopolio che ora non hanno più.

Tener presente il passato recente vuole dire riflettere su come diversi paesi asiatici sono usciti dalla crisi finanziaria del 1997 e il ruolo che una declinazione molto speciale dell’economia sociale di mercato e della sussidiarietà hanno avuto in questo processo. La “crisi asiatica” del 1997 riguardò il debito in gran misura sovrano o di imprese a partecipazione statale di paesi allora emergenti, ove non “emersi” , e a economia “mista” in cui il mercato funzionava in un quadro di indirizzi politici e di regole per dare corpo a tali indirizzi: Corea del Sud, Malesia, Filippine, Thailandia.

Non rientrano nel gruppo India e Cina, rimasti essenzialmente stagnanti per un millennio, prima di prendere un loro molto particolare percorso di sviluppo. La “crisi asiatica” innescò forti tensioni tra istituzioni internazionali in merito all’equilibrio tra austerità e crescita; ci fu anche uno scontro durissimo tra l’allora Vice Presidente della Banca mondiale, il Premio Nobel Joseph Stiglitz, e il Fondo monetario internazionale. Al fine di attutire queste tensioni e di essere di concreto aiuto ai Paesi allora “in crisi” in termini di politiche economiche venne istituto un “foro” di discussione l’Aem (Asia Europe Meeting) che ha operato a vari livelli (da quelli ministeriali a quelli tecnici) sino al 2005 circa.

Nell’ambito di tale “foro” ho partecipato a due iniziative che hanno portato anche alla produzione di analisi e riflessioni. Una riguardava le politiche sociali per l’uscita della crisi per il dopo crisi. L’altra le politiche della tecnologia (e delle pubbliche amministrazioni in supporto alla tecnologia) sempre per l’uscita dalla crisi e il dopo crisi. 


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