BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

PARADOSSI/ Lo spread cala, ma l’Italia muore: perché?

InfophotoInfophoto

Così ora lo spread scende e scende, dato che la guerra sottostante che ne causava la crescita, come fosse un indicatore acustico del conflitto in corso, sta terminando. Ringraziano i fondi che han speculato sulla crisi del debito. Ringraziano i sacerdoti del rigore espansivo che espansivo non era. Ringraziano tanti, ma non tutti. Ma non ci si illuda che tutto ora vada adesso a posto come se niente fosse. Gli anni del conflitto sono stati intensi, e in questo momento saremo anche in pace con lo spread, ma basta guardarsi attorno per capire che siamo circondati dalle macerie, che non abbiamo tutta la forza necessaria per ricostruire, e che soprattutto non siamo bene d’accordo sul come farlo. Già, a che serve avere spread zero se i soldi non arrivano lo stesso a chi li chiede e a chi ne ha bisogno sul serio?

Così paradossalmente il difficile incomincia con la fine dell’emergenza spread: più è basso e più c’è da star male a contare i feriti, i disoccupati di oggi e quelli di domani, le aziende che chiudono e chiuderanno. A contare i danni sul campo dell’economia reale, mentre quella di carta torna a far festa. E per sapere chi ha vinto e chi ha perso? Niente di più facile. Appuntamento tra cinque anni, a contare chi avrà comprato tra le macerie, facendo affari.

Si accettano scommesse. Anche a debito. Anche a leva. Con buona pace dello spread.

© Riproduzione Riservata.