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FINANZA/ 1. Arrigo: con le pensioni d'oro Letta può tagliare le tasse

Pubblicazione:giovedì 9 maggio 2013

Saccomanni Saccomanni

Il Documento di economia e finanza è stato appena approvato dal Senato e dalla Camera dei deputati. Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, è intervenuto a Palazzo Madama sottolineando che “l’approvazione del Def è un passo importante, che consentirà di affrontare con fiducia le prossime settimane”, anche se il documento potrà essere “aggiornato in meglio” approfittando della riduzione dei tassi d’interesse sul mercato e del calo del rendimento dei titoli di Stato. Risorse che potranno essere utilizzate per i provvedimenti promessi da Enrico Letta. Saccomanni è poi atteso dall’Eurogruppo, cui lunedì dovrà illustrare le riforme che l’Italia attende adottare. Ilsussidiario.net ha fatto il punto con Ugo Arrigo, Professore di Finanza Pubblica all’Università di Milano-Bicocca

 

Quanti soldi ci potrà far risparmiare il calo dello spread?

E’ difficile affermare che ci saranno certamente dei risparmi consistenti sulla spesa per interessi, che siano impiegabili per compensare la riduzione delle aliquote fiscali. L’eterna incognita di queste stime è che non si sa mai se le previsioni sul gettito fiscale sono corrette alla luce del reale andamento dell’economia italiana. Occorre cioè capire se la minore spesa per interessi non vada utilizzata in qualche modo per coprire delle entrate tributarie inferiori alle previsioni. Ritengo quindi che non vi sarà un margine troppo alto di risorse per tagliare le tasse.

 

Quindi non si potrà ritoccare il cuneo fiscale e l’Imu sulla prima casa come promesso da Letta?

Tutt’altro. Il punto è che le aliquote vanno fatte scendere comunque, e poi andrà trovata la forma di finanziamento più appropriata. Non bisogna cioè tagliarle soltanto se ci sarà un risparmio. Per il governo Letta c’è un’unica politica industriale che è obbligatoria: ridurre la pressione fiscale. Non ha senso fare competere le imprese italiane nei mercati globalizzati, con la palla al piede di un’altissima pressione fiscale, e poi cercare di dare incentivi a pioggia.

 

Quali tasse vanno tagliate prima delle altre?

Le aliquote che gravano sulle imprese e sull’utilizzo del fattore lavoro producono effetti molto più gravi della stessa Imu di cui si discute tanto. Abbassare le tasse può consentire una ripresa dell’economia più in là nel tempo, e quindi inizialmente si registrerà comunque una riduzione delle entrate fiscali. In questo lasso di tempo il calo del gettito va quindi finanziato con strumenti straordinari, innanzitutto attraverso rinvii di spesa non essenziali, selezionando gli investimenti che non sono immediatamente produttivi. Mi riferisco, per esempio, alla spesa militare e alle entrate da privatizzazioni di immobili e di imprese pubbliche.

 

Lunedì Saccomanni prenderà parte all’Eurogruppo, cui dovrà presentare le riforme che intende attuare. Secondo lei, quali dovrebbero essere le priorità?


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