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FINANZA/ 1. Borghi: spezziamo l’euro in due per uscire dalla crisi

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La segmentazione dell’euro. Insieme ad altri economisti di tutta Europa, ho firmato un manifesto per la separazione in due dell’Eurozona. In questo modo sarebbe possibile fare uscire “dall’alto” i paesi più forti e minimizzare i rischi. I paesi forti uscendo dall’alto non creerebbero nessun pericolo di panico e corsa agli sportelli, perché se i cittadini sono convinti che la loro moneta diventi più forte aspettano e la prendono di buon grado. Questo sistema non è forse quello ottimale, ma è certamente il più facile da eseguire per ridurre gli squilibri dell’Eurozona.

 

A fine giugno si terrà il consiglio dell’Ue. Può essere l’occasione perché Letta illustri alla Merkel le esigenze dell’Italia?

Suppongo che Letta gliele abbia già illustrate. Teniamo presente che la Merkel non mostrerà nessun tipo di accondiscendenza formale e sostanziale prima delle elezioni, e probabilmente neanche dopo. Tutti i paesi stanno facendo i loro interessi, e quindi non si capisce perché dei paesi che sono i nostri diretti concorrenti come la Germania dovrebbero farci dei favori.

 

Di fronte alla Merkel che non mostrerà nessuna accondiscendenza, che cosa dovrà fare Letta?

Una strada potrebbe essere quella di cercare di convincere tutti gli altri Paesi membri dell’Ue a espellere la Germania. Si potrebbe riprendere in mano il trattato di Maastricht, nel quale si prevede che vadano minimizzati gli squilibri della bilancia dei pagamenti nell’area, e si impongono dei pagamenti sulla base di chi ha dei surplus di bilancia commerciale, vale a dire la Germania. Se tutti votano a favore tranne la Merkel, si apre un conflitto con Berlino e la si forza a uscire. Il problema è che non ci sarà mai un asse con la Francia e con tutti gli altri Paesi per riuscire ad andare contro la Germania.

 

(Pietro Vernizzi)

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