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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Perché l’Italia non "processa" l'Ue e i suoi diktat?

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La Germania da questa configurazione monetaria ha dei vantaggi legati al fatto che la sua bilancia commerciale estera è pari alla somma del deficit di tutti gli altri. La Germania si avvantaggia quindi di questa azione monetaria, perché rispetto ai suoi fondamentali l’euro è svalutato, mentre rispetto ai fondamentali di tutti gli altri paesi è sopravvalutato. Se la Germania oggi avesse il marco invece dell’euro, non si rapporterebbe a 1,32 nei confronti del dollaro, ma sarebbe a 1,70. Viceversa l’Italia, la Francia e la Spagna non avrebbero il cambio con il dollaro a 1,32, ma probabilmente sarebbero alla pari.

 

Quali possono essere le conseguenze per l'Italia di una bocciatura del programma Omt da parte della Corte tedesca?

La conseguenza sarebbe l’innalzamento dello spread, con future possibilità estremamente concrete di insostenibilità del debito.

 

Draghi ha dichiarato all’emittente tv tedesca ZDF che “con l’acquisto di bond non garantiamo la solvibilità degli Stati, bensì preserviamo l’euro”. Cosa ne pensa?

Draghi sta facendo i salti mortali, ed è chiaro che deve dire così per cercare di tranquillizzare i politici tedeschi, e soprattutto l’opposizione che in Germania supporta una decisione della Corte contraria all’Omt. Quella del presidente della Bce è una mossa psicologica per cercare di allentare la tensione, ma si tratta comunque di un fatto grave, perché la Bce non deve essere considerata alla stregua di una filiale della Bundesbank. La Banca centrale deve essere autonoma e avere come finalità il fatto di essere a disposizione della comunità monetaria europea, e non della Germania.

 

Lei in altre occasioni ha affermato che “gli altri Stati membri comunitari considerano l’Unione sempre comunque nell’interesse massimo del proprio Paese”. In molti, per quanto riguarda l’Italia, parlano “dividendo euro”, dell’abbassamento dei tassi derivato dall’adozione dell’euro... Tutte frottole?

Le rispondo con un esempio. Se vado al bar di fronte a casa il caffè lo pago 1 euro, al baretto del circolo del calcetto solo 30 centesimi. Per fare parte del circolo devo però pagare una quota annuale, e quindi di fatto ciascun caffè lo pago 2 euro. È quindi vero che, attraverso il dividendo dell’euro, abbiamo avuto il vantaggio della diminuzione dei tassi, ma l’abbiamo pagato mille volte di più in altre cose.

 

Ritiene che si debbano cercare delle vie d’uscita dalla moneta unica e quali soluzioni tecniche propone?