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FINANZA/ 2. Perché l’Italia non "processa" l'Ue e i suoi diktat?

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L’Italia non ha avuto mai nessun peso contrattuale, perché non è mai riuscita a proporre delle alternative, a differenza per esempio dell’opting out dell’Inghilterra. La teoria dei giochi afferma che se sei sempre accondiscendente nei confronti delle richieste da parte del tuo interlocutore finisci per essere in sua balia. Se un genitore dice sempre di sì al figlio, è chiaro che quello se ne approfitta. Nel momento in cui gli dice che se non fa i compiti non gli dà la paghetta, il figlio capisce che deve comportarsi di conseguenza. L’Italia nei confronti dell’Europa ha sempre detto di sì, e quindi i nostri interlocutori hanno sempre preteso senza che noi potessimo avere nessuna alternativa.

 

Secondo lei, occorre un referendum sull’euro e sull’Ue simile a quello che ha annunciato Cameron nel Regno Unito?

In Italia è impossibile perché l’articolo 75 della nostra Costituzione afferma che i trattati internazionali non possono essere sottoposti a referendum. Una decisione come l’uscita dall’euro potrebbe essere presa solo dal nostro governo. Meno però si prende in considerazione quest’ultima ipotesi, e più drammaticamente ci avvicineremo al punto di rottura che ci costringerà a uscire dall’euro.

 

(Pietro Vernizzi)



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