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FINANZA/ Spread, la tregua è finita

Pubblicazione:giovedì 13 giugno 2013

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La decisione segue quella presa in marzo dalla Russell Investment, advisor per fondi di investimento con assets per 2,4 triliardi di dollari, anch’essa certa che il rischio che comporta operare in Grecia sia pari a quello di un Paese emergente e non sviluppato. “Abbiamo già notato flussi di capitale tornare verso luoghi rifugio e la decisione della Msci potrebbe esacerbare questa dinamica”, avverte Peter Sorrentino, manager alla Huntington Asset Advisors con un portafoglio investimento da 14,7 miliardi di dollari: “Il downgrade riporta la Grecia quasi all’inizio della sua triste epopea ed è un chiaro segnale che la crisi in Europa e ben lungi dall’essere terminata”.

E signori, ci piaccia o meno, l'Europa ha già dato vita al suo QE, anche se mascherato da salvataggi statali e vale qualcosa come 500 miliardi di euro. Cipro ne riceverà 9, la Grecia ha avuto il via libera per un totale di 243 miliardi, l’Irlanda ha ricevuto 85 miliardi per salvare le sue banche, altri 78 andranno al Portogallo e la Spagna ha ricevuto 41 miliardi per ricapitalizzare la banche, ma ha disponibilità massima potenziale di 100 miliardi. Ovviamente le nazioni salvate o sotto salvataggio attraverso i vari Fondi ad hoc dell’Unione non mettono un soldo per finanziarli: la Germania garantisce per il 27% dei prestiti, la Francia per il 20% e l’Italia per il 18%.

E questi soldi, che non sono stati versati interamente nei Fondi, non vengono conteggiati con liabilities contingenti, ovvero non finiscono nella ratio debito/Pil dei tre paesi. Resta però che sono delle liabilities, piaccia o meno a Draghi e che tra Efsf (155 miliardi di euro) ed Esm (50 miliardi di euro), i fondi effettivamente distribuiti sono già a quota 205 miliardi. Risultato, finora? Nullo. Forse è il caso di ripensare tutto. Ue in testa.



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