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Economia e Finanza

AUMENTO IVA/ Arrigo: l’Italia si "impicca" per fare un piacere alla Merkel

Enrico Letta e Angela Merkel (Infophoto)Enrico Letta e Angela Merkel (Infophoto)

La politica sbagliata dell’Ue in generale parte dal fatto di non comprendere che ciò che produce gettito sono gli imponibili, cioè i redditi e i consumi, e non le aliquote. I consumi finali producono gettito, ma non si possono compensare riduzioni dei redditi con aumenti di aliquote. Se gli imponibili sono in calo, non si può aumentare il gettito aumentando le aliquote, anche perché si accentua ancora di più la tendenza recessiva in corso.

 

E quindi?

C’è un rigorismo europeo che io considero ottuso, e che si basa sul rispetto formale di parametri che non vogliono dire nulla. Il rispetto formale del rapporto del 3% tra defict e Pil non significa assolutamente nulla: sembra quasi che le autorità Ue non comprendano il valore di parametri che abbiamo ereditato dal passato, perdendone però il significato.

 

Suona un po’ come una punizione, quasi come un castigo per gli sperperi dei passati decenni…

Sì, ma tutto ciò non vuole dire nulla. Tra i parametri di Maastricht, il più importante è il rapporto debito/Pil, cioè la sostenibilità del debito pubblico. Il rapporto deficit/Pil è un parametro complementare al precedente che fornisce un’indicazione su come fare per evitare che il debito pubblico diventi insostenibile. Si tratta quindi di un obiettivo di breve periodo, strumentale rispetto all’altro, oltre che il parametro che i governi hanno di più sotto controllo.

 

Ieri il bollettino della Banca d’Italia ha mostrato che nell’ultimo anno sono aumentate le entrate, ma anche il debito pubblico. Com’è possibile?

Le entrate sono aumentate soprattutto per l’Imu, il cui gettito ammonta a 24 miliardi di euro. Questa somma in parte ha compensato riduzioni di entrate su altre voci, in parte è servita ad aumentare voci di spesa. L’aumento dell’Imu, inoltre, in parte ha compensato alcune voci di entrate che sono diminuite, come l’Iva sui consumi o i contributi sociali sul lavoro.

 

Per quale motivo Letta persiste nell’errore di Monti?

L’Italia è costretta a persistere nell’errore di aumentare le tasse per non fare emergere agli occhi di tutti quanto sia stata assurda l’austerity europea. L’Ue non consente quindi a Letta di avere mano libera, perché ciò farebbe fare una brutta figura alla Merkel che a settembre affronterà le elezioni. Si può errare a livello nazionale, ma per perseverare bisogna essere diabolicamente europei.

 

(Pietro Vernizzi)

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