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FINANZA/ Bagnai: l’euro ci sta uccidendo, "stracciamolo"

Pubblicazione:sabato 15 giugno 2013

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Segmentare l’euro in due facendo uscire “dall’alto” gli Stati più forti come la Germania e i Paesi Bassi. È la proposta contenuta nel Manifesto di solidarietà europea, che sarà presentato oggi a Parigi. Tra i firmatari ci sono economisti di tutti i paesi europei e di ogni estrazione politica. Due gli italiani di spicco, Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università di Pescara, e Claudio Borghi Aquilini, professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università Cattolica. Ilsussidiario.net ha intervistato il professor Bagnai per chiedergli di illustrare i contenuti del Manifesto.

 

Per quale motivo avete deciso di presentare un Manifesto in cui proponete la “segmentazione” dell’euro?

Nel Manifesto abbiamo individuato le reali cause della crisi dell’Eurozona e proposto un percorso politicamente realizzabile per trovare una soluzione. Gli economisti da più di 50 anni hanno sottolineato che un’integrazione monetaria a tappe forzate mina la pacifica convivenza dei paesi europei e la possibilità di un’effettiva integrazione politica. Queste considerazioni erano state espresse fin dal 1957, ancora prima che si parlasse di euro, dal premio Nobel James Edward Meade.

 

Le previsioni di Meade sono state fatte proprie anche da altri economisti?

Nel 1971, un anno dopo la pubblicazione del piano Werner, il primo progetto per l’integrazione economica e monetaria, Nicholas Kaldor dichiarò che se si fosse fatta l’unione monetaria prima di quella politica si sarebbe andati incontro al rischio di disgregazione del continente europeo. Nel 1997 Martin Stuart Feldstein, capo dipartimento all’Università di Harvard, aveva chiaramente detto che il trattato sull’unione economica monetaria poneva il processo di integrazione europea di fronte a gravi rischi. Il nostro Manifesto fa propria la lezione dei massimi economisti mondiali sulle cause della malattia europea e sulle ricette necessarie per curarla.

 

In che cosa consiste la novità del Manifesto?

In primo luogo nel fatto che ad aderirvi siano personalità provenienti da tutti i paesi europei e di qualsiasi orientamento politico. Questo non è il manifesto degli intellettuali italiani o di una loro parrocchia più o meno di sinistra, ma un documento assolutamente trasversale in termini geografici e politici. A sottoscriverlo sono stati sia studiosi marxisti o di sinistra, sia economisti più ortodossi.

 

Nel vostro Manifesto si descrive la Germania come la causa di tutti i mali europei?


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COMMENTI
15/06/2013 - Cacciamo la Germania, ma facciamolo (Andrea Rosestolato)

Condivido l'articolo e tutti gli appunti a cui fa riferimento non ultimo perchè la nostra Corte Costituzionale è assente su questo argomento? Ma allora una domanda mi viene spontanea; perchè non abbiamo già da tempo cacciato la Germania e stracciato l'euro? Perchè stiamo qui a parlare delle pagliuzze quanto la trave dell'Europa ci sta uccidendo? Che paese è quella nazione dove invece di tutelare i propri cittadini preferisce massacrarli di vincoli e tasse per far contenta l'europa? Che paese è quella nazione dove i figli stanno peggio dei padri e generazione dopo generazione perdono speranza, ricchezza, lavoro e futuro? Non dovrebbe essere esattamente il contrario? Da quando c'è l'Euro e l'Europa siamo tutti più poveri con meno servizi e meno speranza, e quando non c'è speranza non c'è futuro, nè per noi nè per l'Europa.