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GEO-FINANZA/ L’indicatore di Wall Street che fa tremare i mercati

Pubblicazione:domenica 16 giugno 2013

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E la memoria cosa c’entra? La memoria c’entra, perché l’illusione di una crescita perenne senza grossi problemi si è potuta diffondere proprio per una smemoratezza, caratteristica tipica del modernismo e del relativismo, che ha impedito di ricordare le lezioni del passato, la memoria di ciò che è accaduto: sia nel 1929, sia nelle crisi successive (anni Settanta, poi 1987, poi 1998 con la crisi del fondo LTCM, poi la crisi del 2000). E la stessa smemoratezza ha portato le tre principali banche centrali del mondo (l’americana Fed, la Bce e la Bank of Japan) a inondare il mondo di nuova moneta gonfiando a dismisura i valori di borsa e senza curarsi degli effetti catastrofici per l’economia reale.

E così un evento eccezionale si è verificato il 31 maggio sulla Borsa di New York: un indicatore finanziario, conosciuto come Hindenburg Omen, in ricordo (anche qui c’entra la memoria!) di un famoso disastro aeronautico, che nel 1937 coinvolse un celeberrimo dirigibile, ritenuto sicurissimo, che esplose in fase di atterraggio a causa di una scintilla. Con una coincidenza del tutto eccezionale, l’evento fu ripreso e ancora oggi è reperibile il video di quell’incidente.

Questo indicatore finanziario è del tutto eccezionale, si verifica raramente, ma quando accade esso indica una forte probabilità di crollo dei mercati finanziari. Secondo le analisi più diffuse, ha fallito solo 4 volte su 32, e si è verificato in tutti i 25 crolli di borsa più significativi della storia. Ora si è verificato di nuovo, il 31 maggio. Anche se non è una certezza di un crollo dei mercati finanziari, non è certo un bel presagio. Se mai passeremo indenni l’estate, sospetto che sarà un autunno molto caldo. Molto caldo.

“Quando vedete una nuvola salire a ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?” (Lc 12,54). Smettiamo di fare gli ipocriti o di accodarci al pensiero dominante degli ipocriti e, sostenuti dalla memoria di ciò che è accaduto, impariamo a leggere i segni dei tempi.



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COMMENTI
16/06/2013 - Commento 321 (Diego Perna)

Egr. Dott. Passali , Lei ha tutta la mia stima e non so quanto Le può far piacere saperlo o interessarla. A volte leggendo i Suoi articoli mi ritorna la speranza, nel vedere che non siamo tutti coglioni ammaestrati.( scusatemi ma non trovavo un aggettivo più efficace ed esplicativo di questo). Capisco che ci sono anche quelli che in buona fede credono ancora ad un Europa ed alla moneta unica, ma aprirsi gli occhi e vedere i frutti o i segni, come dice Passali, che tra l' altro sono evidentissimi, non gli farebbe male. Grazie Buona Domenica e buona fortuna