BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

GEO-FINANZA/ L’indicatore di Wall Street che fa tremare i mercati

Il modello Hindenburg Omen riporta il terrore a Wall Street: si tratta di un indice che pare avere un certo legame con il crollo dei mercati, come spiega GIOVANNI PASSALI

Infophoto Infophoto

La crisi sta entrando nella sua fase più devastante, quella nella quale anche i paesi che finora hanno beneficiato della moneta unica non ne beneficiano più, poiché i paesi verso cui hanno sempre esportato non hanno più capacità di spesa e così non acquistano più anche prodotti di qualità. E così si spiega la caduta imprevista (imprevista ai soliti “esperti”) degli ordini industriali in Germania (-2,3%). Ma ormai in tanti paesi la crisi non è più solo economica, bancaria e finanziaria: ormai è una vera emergenza sociale. “Italia senza futuro, c’è rischio rivolta”, così titola un articolo di Repubblica, riprendendo le parole del presidente dei Giovani Industriali, Jacopo Morelli: “Senza prospettive per il futuro l’unica prospettiva diventa la rivolta. Le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione, quando non riescono a dare risposte concrete ai bisogni economici e sociali”. Parole gravissime, ma in realtà adeguate alla gravità del momento.

Del resto, la rivolta diventa un’ipotesi che si affaccia all’orizzonte delle soluzioni percorribili quando la speranza è ormai svanita e si ha la sensazione che occorra rovesciare tutto, costi quel che costi. E la triste verità ormai emerge anche dalle dichiarazioni ufficiali, come quella del Ministro per l’Economia, Fabrizio Saccomanni: “Crisi peggio del ‘29”. Ma come hanno fatto? Di chi è la responsabilità? Niente di niente su queste domande cruciali, quasi si trattasse di eventi irrimediabili, come una grandinata distruttiva o un terremoto.

Quello che invece, assai tristemente, sta avvenendo è lo scaricabarile delle responsabilità tra le massime istituzioni coinvolte (Fmi, Bce e Ue) nel tentativo di salvataggio della Grecia; tale tentativo ormai si può definire clamorosamente fallito. E il primo a muoversi nel denigrare le politiche di austerità è stato il Fondo monetario internazionale, il quale ha pubblicato un report che segnala i numeri di questo fallimento: invece di frenare la crisi, la caduta del Pil in tre anni (2009-2012) è stata del 17%, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 25%.

Ma riprendendo il tema dello scorso articolo, nel quale mostravo i legami tra la preghiera del Padre Nostro, la Dottrina sociale della Chiesa e la questione del valore della moneta, c’è un altro aspetto che occorre sottolineare, non meno grave e denso di conseguenze. In quell’articolo il legame era evidenziato dalla connessione tra la richiesta del pane e il diritto di avere quel pane. E proprio su quel pane, nel momento topico in cui affida agli Apostoli il massimo tesoro, durante l’Ultima Cena, Gesù ripete: “Fate questo in memoria di me”.

Parole celeberrime, sulle quali tanto ha riflettuto la teologia, ma poco la scienza economica. Parole invece degne della massima considerazione, perché riguardano proprio quel Pane del quale lo stesso Gesù aveva affermato la proprietà (“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”). Non “fate questo” e basta; ma “fate questo in memoria di me!” Da quel momento, la possibilità di trasmettere quel tesoro è stata innestata tutta nella tensione a tenere presente l’origine da cui è scaturita. La memoria è quindi lo strumento di connessione tra l’origine e qualsiasi momento successivo.


COMMENTI
16/06/2013 - Commento 321 (Diego Perna)

Egr. Dott. Passali , Lei ha tutta la mia stima e non so quanto Le può far piacere saperlo o interessarla. A volte leggendo i Suoi articoli mi ritorna la speranza, nel vedere che non siamo tutti coglioni ammaestrati.( scusatemi ma non trovavo un aggettivo più efficace ed esplicativo di questo). Capisco che ci sono anche quelli che in buona fede credono ancora ad un Europa ed alla moneta unica, ma aprirsi gli occhi e vedere i frutti o i segni, come dice Passali, che tra l' altro sono evidentissimi, non gli farebbe male. Grazie Buona Domenica e buona fortuna