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Economia e Finanza

IL CASO/ Il "nuovo Reich" che porta l’Europa al suicidio

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Draghi sta pensando politicamente la partita del debito dei paesi dell’area sud-europea non in termini di euro, ma in chiave di tenuta del sistema nel suo complesso. Ecco perché la Germania sbaglia chiave di lettura e, di conseguenza, risposta, aprendo il contenzioso come se fosse l’unico attore e oggi competitor. Una competizione interna a un sistema come l’Ue - con questi chiari di luna e con le economie del resto del mondo a tirare, se non a più non posso, al meglio delle possibilità - ha un solo nome: suicidio dell’Europa. Un tema storico già analizzato da Albert Camus e Maria Zambrano, e sempre in riferimento al pericolo di un’egemonia tedesca sul continente europeo.

Un’egemonia che potrebbe avere un successo così forte da travolgere la stessa realtà egemone. Del resto, Benedetto Croce, in un mirabile saggio del 1943, “Il dissidio spirituale della Germania con l’Europa”, pur tifando come un hooligan per la squadra teutonica, vittima, in fondo, delle malìe del Reich nazista, ma non colpevole in toto, chiudeva così: il “popolo tedesco” è spiritualmente sano, dunque “la vergogna, che esso non potrà non provare, del male di cui si è fatto strumento, si convertirà in forza di bene come nei grandi santi che erano stati grandi peccatori”.

Siamo sul filo del rasoio e non forzerò Croce fino al punto di dargli dell’illuso, perché la storia non si replica sempre sugli stessi schermi, e oggi, forse, siamo in 3d. Un fatto è, però, assodato: nella vita degli individui, come in quella dei popoli, la linea di confine è sempre schierata tra il farcela, magari a ogni costo, e l’arretramento, perché no?, affannoso. Ecco, la Germania, di fronte a una Bce, governata da un italiano che sta ragionando politicamente e strategicamente, e dunque - ragionevolmente - non arretra, rischia di irrigidirsi nella sua ansia di farcela a ogni costo. E così saremo ben oltre il cerchio della vergogna, descritto da Croce. Saremo - come, è tutto da vedere - altrove.

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COMMENTI
19/06/2013 - Analizzare (luisella martin)

Quando é chiaro il motivo per cui succede qualcosa, l'analisi non é più solo un diritto, ma diventa un dovere, perché tutti capiscano. Nell'Europa dei Reich, dal primo al probabile quarto? che stiamo vivendo, le decisioni sono state prese a fin di bene, ma l'ideale a cui si tendeva, dall'Europa medioevale ad oggi, é servito a suddividere, non a riunire, anche se mascherato da fine religioso. Gli storici hanno dimenticato che a firmare le "leggi speciali" dell'inquisizione c'era anche l'Imperatore Tedesco?. Nemmeno il Papa Emerito, pur essendo tedesco, è riuscito ad ottenere che l'Europa fosse detta cristiana; evidentemente vogliamo confrontare le nostre miserie senza avere un metro di giudizio più alto di noi, forse ne abbiamo paura! E'questo, a mio modesto parere, ciò di cui dobbiamo avere il coraggio di discutere fra politici e uomini comuni, credenti e non credenti, cristiani e mussulmani. Quando provo ad analizzare i fatti recenti e gli importanti attori che si sono fatti carico di responsabilità comuni (Giovanni Paolo II,Don Giussani, Berlusconi, Bersani, B.Croce, B.Craxi ecc.)mi vengono in mente le parole di Benedetto XVI che ha detto: "un cristiano non deve inchinarsi davanti ad un altro uomo", anche se é un grande uomo o un grande Santo! Guardiamo più in alto con fiducia, forse, per imitazione, lo faranno anche gli altri, Merkel compresa.