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G8/ Seconda giornata: accordo contro i paradisi fiscali e l'evasione

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Prosegue la riunione dei "grandi" della Terra, i capi di stato degli otto paesi più industrializzati. A tema oggi l'evasione fiscale e il lavoro: non è ancora stato reso noto il testo del comunicato ufficiale ma da alcune indiscrezioni è possibile capirne il contenuto. A rilasciare tali indiscrezioni il premier inglese David Cameron che ha spiegato che la priorità è far sì che il lavoro torni a crescere per andare incontro ai tanti giovani e ai disoccupati a lungo termine. A questo proposito sarebbero stati individuati tre punti: "Sostegno alla domanda, sicurezza delle finanze pubbliche e riforme". In questo senso un accordo è stato raggiunto sul tema dei paradisi fiscali. Lotta al riciclaggio e alle società di comodo che vengono utilizzate per far scomparire grandi somme di denaro tramite l'evasione fiscale. E' previsto uno scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei vari paesi firmatari. Inoltre, si legge nella bozza dell'accordo, "lavoraremo con l'Osce per sviluppare rapidamente un modello multilaterale che renderà più facile per i governi trovare e punire gli evasori". Si tratta di cambiare le regole che oggi interessano questo settore in modo tale da non permettere alle imprese di destinare i propri profitti oltre confine per non pagare le tasse. Si parla poi in modo specifico delle multinazionali: "Le compagnie  dovrebbero sapere chi realmente le controlla e le autorità che si occupano dell'esazione e i legislatori devono essere in grado di ottenere delle informazioni facilmente". Ci sarà un modello comune che obbligherà le multinazionali a dire in quale paese fanno profitti e soprattutto dove pagano le tasse. Rimane invece scoperto il tema della Siria: come si sa, la Russia rifiuta di firmare ogni tipo di accordo con gli altri membri del G8. Il documento finale non toccherà il tema del destino di Assad. 



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