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FINANZA/ 2. Fortis: ecco come l’Europa ci ha "fregato"

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Economisti capaci come i ministri Giovannini e Saccomanni hanno tutta l’autorevolezza per chiedere: perché il nostro debito pubblico vi fa così paura? L’uso del solo indicatore debito/Pil va contestato. Non sono stati i parametri di Reinhart-Rogoff a portare Cipro sull’orlo del fallimento o a costringere la Spagna a chiedere 100 miliardi per le sue banche: è stato il rapporto tra debito pubblico e ricchezza finanziaria privata. Se quest’ultima manca, le banche non stanno in piedi e sono poi costrette a chiedere il salvataggio dello Stato. La nostra per fortuna è ancora buona. Stando così le cose, è facilmente comprensibile che non ha senso che il nostro deficit debba stare sotto il 3%, mentre quello della Spagna no solo perché ha il debito/Pil più basso del nostro.

 

La situazione dell’economia reale è senz’altro grave, gli spazi di manovra del Governo italiano ridotti e il Consiglio europeo di settimana prossima non sembra poter portare quella svolta di cui ci sarebbe bisogno. Come se ne esce?

Credo che finché le elezioni tedesche non avranno luogo, la Germania resterà prigioniera delle paure del suo elettorato, capace di credere che i paesi dell’Europa mediterranea siano dei drenatori delle risorse della loro nazione. Il fatto è che anche la Germania sta vivendo una crisi. Ci vengono a raccontare (e noi lo ripetiamo) che sono stati capaci di fare le riforme più importanti del secolo e che sono diventati competitivi, ma se il risultato di tutto questo è una crescita dello 0,3% perché mai dovremmo adottare il loro modello? Sinceramente passa la voglia di fare sforzi e di fare riforme.

 

Ma il loro modello funziona o no?

Guardi, il punto è che in qualunque realtà economica il bene più prezioso è la domanda interna. È stato sempre così quando c’erano le nazioni, che infatti facevano di tutto per difendere il mercato interno. Adesso questo lo abbiamo allargato all’intera Europa, pensando di aver fatto il colpo del secolo: un grande mercato di milioni di persone. Il problema è che se lo facciamo diventare un mercato povero, hai voglia di esportare auto in Cina per compensare il crollo interno! La Germania deve capire questo punto, deve capire che occorre uno sforzo, perché i suoi vicini non sono semplicemente paesi indebitati, ma persone che hanno fatto debiti per comprare prodotti tedeschi.

 

Come si può riattivare la domanda interna di tutta Europa?

Il vero traguardo per un’Europa che voglia darsi una mossa non può che essere l’adozione degli Eurobond, che i tedeschi continuano a vedere come fumo negli occhi. Non capiscono che non sono semplicemente un favore per i Paesi del Sud, ma una macchina potentissima per far ripartire la domanda in tutta l’Europa, con ovvi vantaggi anche per la produzione tedesca. Dobbiamo quindi cominciare a rinegoziare meglio in Europa tante cose. Mentre sul fronte interno dobbiamo cominciare a fare quello che possiamo con le risorse che abbiamo. Già l’idea di una nuova legge Sabatini, per sostenere l’acquisti di macchinari e beni strumentali da parte delle imprese, è importante.

 

Il fatto è che abbiamo risorse scarse, specialmente per i provvedimenti di natura fiscale...