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FINANZA/ 2. I numeri che fanno "ballare" la Cina

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P.S.: Piccolo aggiornamento sulla situazione del’eurozona. Martedì il presidente di Cipro ha gettato la maschera e ha chiesto di rivedere il piano di salvataggio dell’Ue, visto che le condizioni dell’economia reale e del sistema bancario non permettono a Nicosia di raggiungere gli obiettivi prefissati. Strano, chi l’avrebbe detto? Sicuramente la Merkel, in piena campagna elettorale, accetterà di buon grado la richiesta. E l’Italia? Sempre meglio, come confermava sempre martedì il bollettino mensile dell’Abi. Ad aprile lo stock lordo delle sofferenze bancarie ha toccato la vetta record di 133,3 miliardi, in aumento di 3 miliardi dal mese precedente e di 24,3 miliardi dall’aprile 2012, un bel +22,3% anno su anno. Insomma, una simpatica traiettoria spagnola come vi dico da settimane e settimane.

Di più, le sofferenze nette rapportate a capitale più riserve (ovvero quelle sulle quali le banche non hanno ancora messo coperture a bilancio) stanno salendo al ritmo di oltre il 30% l’anno, mentre le sofferenze lorde sul totale degli impieghi sono ormai sopra al 7%. Toccata quota 10%, la Spagna è dovuta andare a Bruxelles con il cappello in mano. E proprio la Spagna ci regala la perla della settimana, come ci mostra questo grafico: le due righe marroni di intensità diversa mostrano le traiettorie pressoché identiche di tasso di disoccupazione e livello delle sofferenze bancarie, mentre quella verde rappresenta lo spread dei Bonos. Che dire, più disoccupati e più banche in malora sono la nuova ricetta per finanziarsi sul mercato a costi ridotti...

 



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